GIUSTIZIA. Tagli alla giustizia, Cittadinanzattiva: “A rischio un servizio universale”

La giustizia italiana rischia una paralisi del sistema informatico, a causa dei tagli, previsti nella Finanziaria 2011, ai fondi per l’assistenza della gestione e manutenzione dei servizi informatici degli uffici giudiziari. L’allarme ha provocato diverse reazioni da parte delle Associazioni dei consumatori, preoccupate che si metta in crisi uno dei diritti fondamentali dei cittadini: quello alla giustizia.

"La decisione del Governo di destinare meno fondi al sistema giustizia tra le altre cose non farà che allungare la già eccessiva durata dei procedimenti, rendendo di fatto ancora più salato il conto che il nostro Paese paga in termini di sanzioni comminate dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo, e di rimborsi ex Legge Pinto. Il risultato è che viene sempre più messo a rischio un servizio universale di fondamentale importanza per la cittadinanza". Nelle parole di Mimma Modica Alberti la posizione di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva. "In questa vicenda – continua Mimma Modica Alberti – sorprende l’immobilismo del Ministero della Giustizia. Piuttosto che avallare silenziosamente simili circoli viziosi, sarebbe il caso che avvii una radicale opera di razionalizzazione ed eliminazione degli sprechi".

"Dal nostro punto di vista, appare urgente una revisione delle circoscrizioni giudiziarie e una verifica sulla utilità per i cittadini degli uffici giudiziari italiani a partire da quelli i cui organici risultano al di sotto delle 10 unità. Allo stesso tempo andrebbero chiusi o accorpati almeno 100 Uffici dei Giudici di Pace, provvedendo a verificarne sia l’effettiva utilità che il numero dei casi trattati e il bacino di utenza di riferimento. Caro Ministro Alfano, è chiedere troppo?".

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