GIUSTIZIA. Tariffe massime obbligatorie, AG propone alla Corte Ue di respingere ricorso Commissione

L’Avvocato generale Ján Mazák ha pronunciato oggi le sue conclusioni nella causa C-565/08, Commissione /Italia, in merito alle tariffe massime obbligatorie degli avvocati proponendo alla Corte di respingere il ricorso della Commissione. Dal 2005 la Commissione ha inviato all’Italia varie lettere di diffida, prima circa i compensi per le attività stragiudiziali degli avvocati, quindi per le tariffe obbligatorie per le attività giudiziarie e stragiudiziali. Con il parere motivato del 2008 le ha rimproverato l’incompatibilità delle norme nazionali circa le tariffe massime. Il 19 dicembre 2008 ha introdotto il presente ricorso dinanzi alla Corte.

La Commissione addebita all’Italia non già l’esistenza di tariffe massime obbligatorie in relazione alla liquidazione delle spese da parte dell’autorità giudiziaria, ma piuttosto l’obbligo di rispettare le tariffe massime nel rapporto fra avvocato e cliente, nel senso che le norme italiane vieterebbero agli avvocati di derogarin via pattizia alle tariffe e limiterebbe quindi la libertà di negoziazione del compenso degli avvocati.
La Slovenia è intervenuta a sostegno delle conclusioni della Commissione.

L’AG ritiene invece che sia inesatta la premessa della Commissione relativa al divieto di derogare alle tariffe massime. Sia l’art. 2233 c.c. che l’art. 61 R.d. n. 1578/33 (il primo come regola generale, l’altro come disciplina speciale) prevedono la prevalenza dell’accordo fra le parti sulla tariffa stabilita con decreto ministeriale.

A suo parere, la Commissione ha provato l’esistenza di limiti massimi(elemento non contestato dall’Italia). Tuttavia essa non è riuscita a dimostrare che detti limiti sono obbligatori nel senso che essi vietano agli avvocati di derogarvi mediante accordo concluso con i loro clienti. Inoltre, la Commissione non ha neanche dimostrato che, nonostante la mancanza di siffatto divieto espresso, i giudici nazionali interpretano la normativa nel senso che le tariffe massime costituiscono i limiti della libertà contrattuale degli avvocati e dei loro clienti.
Le conclusioni dell’avvocato generale non vincolano la Corte di giustizia. Il compito dell’avvocato generale consiste nel proporre alla Corte, in piena indipendenza, una soluzione giuridica nella causa per la quale è stato designato. I giudici della Corte cominciano adesso a deliberare in questa causa. La sentenza sarà pronunciata in una data successiva.

Comments are closed.