GIUSTIZIA. Telecomunicazioni, credito e servizi: ecco dove si litiga e si concilia di più

Si litiga soprattutto su telecomunicazioni, credito e servizi finanziari ma sono in aumento anche le dispute legate a internet. I contendenti sono soprattutto consumatori e imprese o cittadini e amministrazione. Il sistema della giustizia alternativa in Italia è una realtà che, fra conciliazione, arbitrato e risoluzione online, nel biennio 2005-2006 ha gestito quasi 35 mila domande e oltre 50 mila procedimenti. È quanto emerge dalla presentazione del "Primo Rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia" presentato oggi presso la Camera di Commercio di Milano nell’ambito del convegno "Lo sviluppo degli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie: una risorsa per la giustizia civile".

I settori dove si litiga di più, informa una nota stampa, sono telecomunicazioni, credito e servizi. Aumentano però le dispute legate a internet: le controversie sui nomi dei domini .it sono aumentate del 40% tra 2005 e 2006. Quasi sempre si litiga fra parti italiane. Le controversie commerciali gestite dalla giustizia alternativa hanno avuto nel 2006 in media un valore di quasi un milione di euro e una durata di 96 giorni. "Più veloci le conciliazioni, si risolvono in media in due mesi; richiedono più tempo gli arbitrati, procedimenti più complessi che riguardano in un caso su due controversie tra due imprese e durano in media circa sei mesi. Perché ricorrere alla giustizia alternativa? Conviene non solo in termini di tempi, ma anche di costi: il servizio di conciliazione è, soprattutto quando sono coinvolti i consumatori, quasi sempre gratuito".

Nell’amministrazione delle giustizia alternativa spiccano le Camere di commercio (oltre 16.000 domande e circa 6.500 procedimenti tra 2005 e 2006), e i Corecom, uffici regionali specializzati in conciliazioni nel settore delle telecomunicazioni, che vantano 16.500 domande e 13.000 procedimenti in due anni.

Quali dunque i numeri della giustizia? Nel biennio 2005-2006 le domande arrivate alle sedi di risoluzione delle controversie alternative (conciliazione, arbitrato e Online Dispute Resolution) sono state 34.603 mentre i procedimenti di giustizia alternativa nel settore civile e commerciale hanno sfiorato i 50 mila (48.686). Se si escludono le Camere di commercio, nel biennio 2005-2006 ci sono state 17.991 domande di conciliazione (pari al 98,6% del numero complessivo di domande di giustizia alternativa) e quasi 42 mila procedimenti (pari al 99,3% del numero complessivo di procedimenti). Le singole voci vedono al primo posto le conciliazioni nelle telecomunicazioni, svolte presso i Corecom, con 16.521 domande, seguite dalle conciliazioni paritetiche con 675 domande, dalle conciliazioni gestite dalle associazioni di consumatori (669 domande) e da quelle amministrate (126) che riguardano controversie tra imprese per materie tipiche del settore commerciale.

Litigano soprattutto consumatori e imprese: nel 97% dei casi nel 2005 e nel 95,3% nel 2006 le tipologie di controversie hanno visto coinvolti un consumatore e una impresa. Seguono le controversie tra impresa e associazioni di consumatori (1,6% del totale nel 2006), quelle tra cittadino e amministrazione (1,1%), tra impresa e impresa (0,9%), tra impresa e privato (0,4%) e infine tra impresa e professionisti. Nel 93% dei casi (98,7% nel 2005) sono i consumatori la parte che attiva la procedura, nel 2,7% sono i professionisti, nell’1,6% sono le associazioni di consumatori e nell’1,4% sono le società di capitali. L’arbitrato si svolge invece soprattutto tra imprese.

Telecomunicazioni, credito e servizi finanziari sono i principali oggetti delle controversie. Al primo posto nelle controversie di giustizia alternativa si piazzano infatti le telecomunicazioni (il 17,9% nel 2005 e il 50,2% nel 2006) assieme al credito e servizi finanziari (il 79,2% nel 2005 e il 25,8% nel 2006) e ai servizi in generale (18,3% nel 2006).

Nel capoluogo lombardo la giustizia alternativa è amministrata dalla Camera Arbitrale di Milano, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano. "Nel 2006 – si legge nella nota stampa – ha ricevuto 320 domande di conciliazione, con un aumento del 22% rispetto al 2005 e la durata dei litigi è stata di poco più di un mese, 34 giorni contro una media italiana di 60. Con una buona riuscita nel 95% dei casi; solo il 5% delle volte infatti le parti si sono alzate dal tavolo senza aver risolto la loro controversia". Sono state 102 le domande di arbitrato nel 2006 e una su cinque riguardava una controversia internazionale.

C’è anche, dal 2005, il Centro di conciliazione commerciale italo-cinese (Italy-China Business Mediation Centre) che nel 2006 ha accolto 15 domande, relative soprattutto al mancato pagamento di merci e forniture, con un valore medio di 110 mila euro. Non solo: la Camera arbitrale di Milano mette a disposizione dei consumatori un servizio di risoluzione telematica delle liti, chiamato Risolvionline, che ha registrato nel 2006 un aumento del numero di domande del 35%, soprattutto da parte di consumatori e su controversie nate dall’e-commerce, dal turismo online e dalle aste online.

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