GIUSTIZIA. Toscana, vittoria di Confconsumatori contro Publiacqua: illegittimo aumento tariffe

Il Tribunale di Prato ha dato ragione a 25 cittadini toscani, assistiti da Confconsumatori, che si sono opposti all’aumento delle tariffe dell’acqua, deciso da Publiacqua. "Una vittoria storica, la prima in Toscana: Davide ha vinto Golia", scrive l’Associazione dei consumatori che, dalla fine del 2010 stava portando avanti la battaglia contro Publiacqua sull’aumento illegittimo del deposito cauzionale nelle province di Prato Firenze e Pistoia.

Oggi arriva una vittoria che crea un precedente importante nel panorama delle tariffe dell’acqua che rischia di mettere in grossa crisi Publiacqua e il nuovo intervento dell’ATO sul deposito cauzionale. Confconsumatori aveva sostenuto fin dall’inizio che l’aumento del deposito fosse illegittimo in quanto ogni modifica del regolamento del servizio idrico – paragonato dai suoi legali alle condizioni generali di un qualsiasi contratto – non avrebbe potuto essere compiuto senza il consenso degli stessi destinatari del servizio, cioè di coloro che avevano già in essere una fornitura di acqua.

Secondo l’Associazione dunque l’aumento della cauzione poteva essere applicato solo ai nuovi utenti e non a tutti come era avvenuto, con aumenti che in media in bolletta erano stati di circa 250 euro a famiglia. Questa posizione era stata confermata anche dai Sindaci che, in una riunione dell’ATO, avevano richiamato ufficialmente Publiacqua ed avevano presentato due esposti alle rispettive Procure e avviato una causa pilota presso il Tribunale di Prato.

"Oltretutto – afferma il presidente provinciale Confconsumatori Prato Marco Migliorati – i nostri giusti consigli di non pagare in bolletta l’aumento del deposito ma solo i consumi, sono stati seguiti da ben 11mila famiglie, per un totale di oltre 40mila cittadini. Siamo orgogliosi, oltre che della vittoria in tribunale, di aver fatto risparmiare così tanti soldi ai consumatori, soprattutto in un momento di grave crisi economica come questo".

Nel ricorso presentato a febbraio presso il Tribunale di Prato, i legali di Confconsumatori hanno anche sostenuto che la fornitura di acqua risulta essere un servizio di prima necessità che non può essere sospeso. Di fronte alle minacce di Publiacqua di tagliare l’acqua, Confconsumatori ha chiesto per i propri associati un provvedimento d’urgenza. All’udienza, tenutasi a luglio scorso, il Giudice ha preso atto della modifica del deposito cauzionale intervenuta ulteriormente e della marcia indietro di Publiacqua sull’interruzione del servizio idrico, dichiarando cessata la materia del contendere. Ma ha emesso un’ordinanza in cui, ritenendo fondata l’azione di Confconsumatori e la sua posizione, ha condannato Publiacqua al rimborso delle spese legali.

"Non si tratta solo di un precedente importante in punto di diritto – aggiunge Stefano Ragionieri presidente provinciale di Confconsumatori Pistoia – ma di una vera e propria sconfitta anche "politica" della dirigenza di Publiacqua che si e’ intestardita nel difendere una posizione illogica che colpiva ingiustamente i cittadini. A questo punto, i Sindaci dovrebbero valutare l’opportunità di mantenere ai vertici della società dirigenti così poco competenti". La decisione del Tribunale di Prato sarà importante anche in vista di altri due giudizi che, presso i Giudici di Pace di Prato e Pistoia, vedono opposti ancora a Publiacqua una ventina di utenti, assistiti dalla Conconsumatori che si erano rifiutati di pagare l’aumento del deposito cauzionale. La Confconsumatori può essere contattata al numero 380.4640227 o via mail all’indirizzo, confconsumatoripo@libero.it.

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