GIUSTIZIA. Tribunale di Roma condanna barista che aveva discriminato senegalese

Rifiutarsi di servire un cittadino extracomunitario in un pubblico esercizio è un atto di discriminazione. Lo ha riconosciuto il Tribunale di Roma, sezione civile, che ha accolto il ricorso presentato da un cittadino senegalese discriminato in un bar di Roma. L’uomo aveva atteso invano che gli venisse servita una bibita già pagata mentre altri clienti veniva prontamente serviti; alle sue rimostranze, il barista gli aveva lanciato i soldi rispondendogli in malo modo (""di gente come lui non abbiamo bisogno qui"). Il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso presentato dal senegalese, assistito dagli avvocati Mario Angelelli e Federica Sorge dell’associazione Progetto Diritti (organismo antidiscriminazione iscritto al registro del Ministero delle Pari Opportunità) e ha condannato il proprietario del bar al risarcimento del danno stimato in 5.000 euro oltre gli interessi legali.

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