GIUSTIZIA. Tutelare i cittadini all’estero: libro verde Commissione Ue su protezione consolare

Tutti i cittadini dell’Unione europea che viaggiano o vivono in un paese terzo in cui i loro Stati membri di origine non sono rappresentati hanno diritto a ricevere protezione diplomatica e consolare dalle autorità di qualunque Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale Stato. Questo diritto fondamentale è garantito dall’articolo 20 del trattato CE e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (articolo 46).

Tuttavia, secondo un recente sondaggio di Eurobarometro, i cittadini dell’Unione ignorano l’esistenza di tale diritto: solamente il 23% degli interpellati ne è a conoscenza. Al contrario, in questo campo è forte l’aspettativa nei confronti dell’Europa.

"È indispensabile assicurare un’adeguata protezione al crescente numero di cittadini dell’Unione europea che viaggia, lavora e vive al di fuori delle frontiere dell’Unione" ha dichiarato il vicepresidente Franco Frattini, commissario responsabile per la Giustizia, libertà e sicurezza, aggiungendo: "L’Unione europea protegge i suoi cittadini in tutto il mondo. L’articolo 20 garantisce che ciascun cittadino europeo possa trovare un appoggio sicuro dovunque sia nel mondo. Quando viaggiano all’interno e all’esterno delle frontiere dell’Unione, i cittadini dell’Unione europea fanno parte di una grande famiglia, non solo nei momenti difficili, ma anche quando si tratta di ricevere assistenza e protezione in generale".

La protezione consolare diventa uno strumento essenziale in situazioni drammatiche, come la tragedia dello tsunami o la guerra del Libano, in cui il cittadino europeo può avere difficoltà a entrare in contatto con i servizi del suo paese; ma il cittadino può ricorrere alla protezione consolare anche per risolvere problemi del quotidiano, come la perdita del passaporto durante una vacanza, o in caso di arresto o detenzione. La necessità di rafforzare la protezione diplomatica e consolare assume un’importanza particolare, perché non tutti gli Stati membri dispongono di una rappresentanza permanente in ciascun paese terzo. Attualmente, esistono solo tre paesi extra-UE in cui siano rappresentati – con un’ambasciata o un consolato – tutti i 25 Stati membri dell’Unione europea: la Repubblica popolare cinese, gli Stati Uniti e la Federazione russa. Inoltre, attualmente, il quadro giuridico a livello di UE è limitato alla decisione 95/553/CE, di cui è previsto il riesame nel 2007.

Questi fattori – si legge dalla nota della commissione ue – giustificano la necessità di intavolare un dibattito di ampia portata per consolidare il diritto dei cittadini UE e delle loro famiglie alla protezione consolare e diplomatica.

La Commissione ha quindi pubblicato un Libro verde che affronta una vasta gamma di questioni, proponendo possibili soluzioni, come ad esempio:

  • l’inserimento in tutti i passaporti nazionali del testo dell’articolo 20 del trattato;
  • l’estensione della protezione consolare ai familiari dei cittadini UE che siano cittadini di paesi terzi;
  • la semplificazione delle procedure per la concessione di anticipi pecuniari ai cittadini europei in difficoltà;
  • la creazione di "uffici comuni", per razionalizzare i compiti e risparmiare sui costi fissi delle strutture delle reti diplomatiche e consolari degli Stati membri;
  • la formazione comune dei funzionari degli Stati membri e delle istituzioni comunitarie.

L’informazione dei cittadini resta un fattore essenziale. Un’indagine di Eurobarometro del luglio 2006 dimostra che essa è ancora limitata. Per questo motivo la Commissione ha deciso di avviare una campagna di informazione, distribuendo poster nelle agenzie di viaggi degli 11 Stati membri in cui le associazioni nazionali degli operatori turistici hanno aderito all’iniziativa.
Per maggiori informazioni clicca qui

 

 

Comments are closed.