GOVERNO. Approvato il Milleproroghe: 5 per mille, cinema e liberalizzazione Wi fi

Il Consiglio dei Ministri, che si è tenuto oggi a Palazzo Chigi, ha approvato il decreto legge Milleproroghe. Reazioni positive dal mondo dell’associazionismo e del volontariato per l’inserimento, nel decreto, del 5 per mille. Nel testo si legge che "le risorse complessive destinate alla liquidazione della quota del 5 per mille nell’anno 2011 sono quantificate nell’importo di euro 400.000.000; a valere su tale importo, una quota pari a 100 milioni di euro è destinata a interventi in tema di sclerosi amiotrofica per ricerca e assistenza domiciliare dei malati".

Il primo commento positivo alla notizia è del Forum del Terzo Settore, il cui portavoce Andrea Olivero ha, però, precisato: "Riteniamo francamente inaccettabile che, ogni anno, il mondo del volontariato e del terzo settore debba protestare, manifestare e persino scendere in piazza per il 5 x mille che, puntualmente, sarebbe altrimenti dimenticato o tagliato nelle risorse". "Il 5 per mille – continua Olivero – è una norma che deve essere stabilizzata, in quanto concreto esempio di sussidiarietà, apprezzato ogni anno da oltre 16 milioni di contribuenti, volano moltiplicatore di azioni volte al bene comune". "Vogliamo comunque credere – conclude Olivero – che quello di oggi sia il primo passo da parte del Governo nei confronti di un complessivo ripensamento e rifinanziamento delle politiche sociali. Non chiediamo regali di Natale ma una politica più attenta a costruire davvero sussidiarietà".

Soddisfazione per il reintegro delle risorse per il 5 per mille anche da parte di CSVnet, il Coordinamento nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato. Il presidente Marco Granelli ricorda che "nel 2008 il 35% dei cittadini contribuenti aveva utilizzato questo strumento ed in particolare uno su quattro aveva dimostrato di conoscere e di fidarsi di un ente non-profit a cui aveva scelto di destinare il proprio contributo. Ora questo sarà possibile anche per i redditi 2010: si tratta di un risultato ottenuto faticosamente, che arriva ultimo fra gli ultimi provvedimenti dell’anno e in cattiva compagnia: restano i tagli ai fondi sociali che la Finanziaria ha confermato nell’ordine del 66% rispetto all’anno scorso". "Le risposte ai bisogni dei cittadini e i servizi nel territorio sono a rischio. Ci piacerebbe – continua Granelli – che Governo e Parlamento si ricordassero del volontariato e del non-profit non solo quando ci sono le emergenze, o quando ci sono le iniziative pubbliche, ma anche e soprattutto quando si studiano e si programmano gli interventi, quando si fanno le scelte di bilancio per il futuro del paese". Granelli ricorda i dati della Banca d’Italia: aumenta il divario fra ricchi e poveri nel nostro paese, il 10% possiede il 50% delle ricchezze. "Speriamo che il Decreto – conclude il presidente di CSVnet – sia celermente convertito in Legge e che nel frattempo si decida di dare al non-profit il 5 per mille delle dichiarazioni 2009: fino ad ora è stato erogato solo quello del 2008, e siamo quindi con due anni di ritardo. La sensazione è che sia ancora una volta il non-profit a fare da banca allo Stato. Auspichiamo anche che per il 5 per mille ci sia sempre più chiarezza, meno burocrazia, sempre nel rispetto di quelle regole che aiutano i cittadini a scegliere (oggi ancora 3,5 milioni di cittadini, il 25%, non indica la singola associazione ma solo la categoria), non per sentito dire o per la grande pubblicità, ma per sostenere un’associazione che conoscono, di cui si fidano personalmente e per la quale magari fanno anche qualche ora di volontariato."

Secondo Federconsumatori quella dell’annullamento dei tagli sul 5 per mille è un’operazione dovuta da parte del Governo che, altrimenti, mettendo a rischio la sopravvivenza delle associazioni di volontariato avrebbe causato gravi danni al Paese intero ed al suo tessuto sociale. "Non vorremmo, però – avverte l’Associazione – che destinando ¼ dei 400 milioni solo alla ricerca sulla sclerosi multipla, si instaurasse una vera e propria guerra tra malati. Che il Governo si impegni in direzione della ricerca per combattere questa gravissima malattia è un fatto più che positivo, ma non dovrebbe farlo a discapito, ad esempio, di chi effettua ricerche per sconfiggere il cancro, di chi costruisce ospedali nel terzo mondo, nonché di chi, ogni giorno, aiuta milioni di famiglie qui in Italia a sopravvivere in situazioni di profondo difficoltà". Anche Federconsumatori chiede che la norma relativa al 5 per mille diventi strutturale, in modo che non possa più messa in discussione, e che si trasformi in uno strumento stabile di sostegno e di assistenza ai cittadini ed alle popolazioni più disagiate.

Michele Mangano, Presidente nazionale Auser, ha detto: "La decisione assunta dal Consiglio dei Ministri di ripristinare nel decreto Milleproroghe il finanziamento del 5×1000, seppure con il vincolo di destinare 100 milioni alla ricerca ed all’assistenza per i malati di Sla, settori sui quali sarebbe stato necessario ed opportuno trovare uno specifico ed adeguato finanziamento, rappresenta un atto di attenzione e sensibilità verso le associazioni di volontariato e dà una risposta positiva alla richiesta avanzata dal Forum del Terzo Settore con l’iniziativa di protesta del 16 dicembre. Sarebbe auspicabile evitare per il futuro il ripetersi dell’incertezza del finanziamento, stabilizzando definitivamente con un provvedimento legislativo questo importante strumento di sussidiarietà fiscale che aiuta le associazioni del volontariato a programmare e realizzare con maggiore continuità ed efficacia il loro intervento nelle comunità ed a favore dei soggetti più deboli della società".

Il decreto Milleproroghe ha, inoltre, prorogato per il triennio 2011-2013 gli sgravi fiscali a favore del cinema. C’è però una confusione sul finanziamento. Nel testo del decreto approvato dal Consiglio dei Ministri si legge che "è istituito, per l’accesso a pagamento nelle sale cinematografiche o in altri luoghi per assistere a spettacoli cinematografici, un contributo speciale a carico dello spettatore pari a un euro, da versare all’entrata del bilancio dello Stato". Ma il Ministero per i Beni Culturali, in una nota, smentisce l’istituzione di un contributo speciale di un euro sui biglietti di ingresso nelle sale cinematografiche".

L’Adoc considera "inaccettabile e controproducente che per aiutare il settore cinematografico si vadano a colpire gli spettatori, i destinatari dell’offerta, aumentando il costo del biglietto di un euro, cioè del 13% per i film tradizionali e del 10% per i film in 3D. Secondo l’Associazione così ci sarebbe un calo del 15-20% della clientela, un duro colpo ad un settore strategico della nostra economia, che va rilanciato ma non scaricando il peso sui consumatori. "Con l’aumento, inoltre, i cinema italiani diventeranno, in media, più cari del 12,5% di quelli spagnoli, il 4,4% in più di quelli tedeschi, il 2,1% in più degli americani e addirittura il 25,8% in più dei cinema olandesi – denuncia Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – Solo in Francia e in Inghilterra si spende di più in media, ma a Parigi il costo per i film tradizionali è identico, mentre a Londra andare a vedere un film in 3D costa l’1,8% in meno".

Per i prezzi di popcorn e bibita gassata, invece, i cinema italiani sono i più cari d’Europa, superati solo da Londra, dove costano circa il 6% in più che nella Capitale. Il confronto con le altri capitali è impietoso: costano il 22,3% in più che a Madrid, il 20,4% in più di Berlino e addirittura il 129,3 % in più di Atene, mediamente il 33,9% in più." "E’ inconcepibile che lo stesso film in Italia si paghi il 28% in più, in media, rispetto alla Spagna o alla Francia – continua Pileri – dove si spendono circa 5 euro di meno, o alla Germania, dove lo si può acquistare con un risparmio del 64%. I prezzi troppo alti alimentano la pirateria e non favoriscono l’accesso diffuso alla cultura, specialmente per i più giovani. Una soluzione potrebbe essere la riduzione dell’Iva al 4% sui prodotti venduti al dettaglio, già applicata a dvd e cd venduti in allegato ai giornali in edicola. Come già chiesto anche dall’Antitrust due anni fa. Una tassazione già adottata, per esempio, in Spagna, dove i cd costano il 10,8% in meno rispetto all’Italia e i dvd il 14,7%. In questo modo si possono eliminare le disparità e allineare i nostri prezzi a quelli europei, riducendo anche il fenomeno della pirateria. Va anche detto che sul prezzo finale gravano le tasse applicate su supporti di registrazione quali dvd, cd, registratori HD e chiavi USB come "copyright preventivo". Tolte le tasse, quanto spetta effettivamente all’autore dell’opera? Occorrono maggiore trasparenza e controllo sui fondi della Siae, al cui interno si deve prevedere la presenza di un rappresentante delle Associazioni dei consumatori."

Il decreto Milleproroghe non ha prorogato, invece, i termini di scadenza degli sfratti per finita locazione. "Il governo compie un altro misfatto sulla pelle della parte più debole della popolazione non inserendo nel decreto mille proroghe lo slittamento dell’esecuzione degli sfratti per finita locazione – commenta Walter De Cesaris, segretario nazionale Unione Inquilini – Ricordiamo che gli sfratti per finita locazione sono, per la stragrande parte dei casi, quelli proposti da grandi immobiliari a fini speculativi, per liberare gli immobili e poterli rivendere a libero mercato o per lucrare affitti più alti. Infatti, i casi di necessità del proprietario non sono tra le causali per cui si estende la proroga".

De Cesaris ricorda che "i dati sugli sfratti in Italia segnalano una acuta sofferenza sociale, dal punto di vista numerico, assai più estesa della pur grave emergenza dei pignoramenti per insolvenza sui mutui. Solo nel 2009, sono state emesse oltre 60 mila sentenze di sfratto, che si aggiungono alle 51 mila del 2008 e così via". "Una tendenza all’aumento che, negli ultimi anni è un dato costante e allarmante. Dentro questa tendenza all’aumento degli sfratti, vi è una impennata degli sfratti per morosità, che ormai superano l’85% del totale delle sentenze emesse annualmente. Una spirale perversa – denuncia il segretario nazionale Unione Inquilini – causata dall’assenza di edilizia residenziale pubblica e dalla liberalizzazione dei canoni e alimentata dalla crisi economica che produce disoccupazione e falcidia i redditi popolari. Già nella legge di stabilità il governo si era distinto per avere tagliato dell’85% il fondo sociale per il contributo affitto per le famiglie con redditi bassi, ora infierisce con la mancata proroga degli sfratti. Va promossa una mobilitazione contro questo governo, i sindacati confederali e quelli di base dovrebbero proclamare lo sciopero generale. Noi intensificheremo la mobilitazione nelle città: la richiesta che avanziamo è che, nella conversione del decreto in legge, venga inserita la proroga degli sfratti e che questa venga estesa, almeno per tutto il 2011, anche alla morosità incolpevole".

Infine, su richiesta del Ministro dell’Interno Roberto Maroni, nel decreto milleproroghe è stata inserita una norma sulla liberalizzazione del Wi fi che mantiene comunque la necessità di ottenere una licenza del questore per gli internet point.

 

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