GOVERNO. CdM approva “Codice agricolo”

Il riordino dell’agricoltura approda in Consiglio dei Ministri. Il CdM di oggi ha infatti approvato, su proposta del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia, e del ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, "il riordino della disciplina di rango primario e secondario in materia di attività agricola".

Informa la nota di Palazzo Chigi: "Tra le materie trattate: integrazioni al codice civile in materia di definizione di imprenditore agricolo, le relative qualifiche soggettive e le attività (imprenditori professionali, società agricole, agevolazioni, imprenditori giovani, attività agrituristica e di ospitalità lungo le vie dedicate ai prodotti tipici, impresa ittica, attività selvicolturali, vendita al dettaglio, vendita agricola telematica), disciplina del territorio e della proprietà terriera, contratti agrari. Questo importante strumento normativo rispecchia l’evoluzione subita negli ultimi anni dal sistema e dall’attività d’impresa agricola; l’intento perseguito è quello di facilitare l’accesso e la consultabilità di norme al servizio dello sviluppo della risorsa agricoltura, un settore oggi più che mai capace di attrarre investimenti ed iniziative anche e soprattutto fra i giovani. Al fine dell’acquisizione dei pareri prescritti dalla legge di delegazione, i due testi saranno trasmessi alla Conferenza unificata, al Consiglio di Stato, alle Commissioni parlamentari competenti per materia ed alla Commissione parlamentare per la semplificazione".

Il provvedimento verrà discusso con gli attori dell’agricoltura italiana, sottoposto a un nuovo esame del CdM e a quello delle Camere per diventare operativo entro febbraio. "Con il nuovo codice semplifichiamo e accorpiamo il quadro legislativo dell’agricoltura italiana – ha detto il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia – La materia agricola ha vissuto interventi importanti praticamente in ogni decennio: prelazione agraria negli anni Sessanta, usucapione speciale negli anni Settanta, legge sull’affitto dei fondi rustici e dei contratti agrari negli anni Ottanta, e nel 2001 le leggi di orientamento in agricoltura. Tutte queste materie, disseminate in varie leggi speciali, rendevano difficile agli agricoltori individuare il quadro normativo complicando la loro attività. Scopo della semplificazione normativa è di rendere prevedibile ai destinatari le conseguenze delle loro condotte, come accade già nella vicina Francia con risultati evidenti e tangibili in termini di efficienza amministrativa e, quindi, di facilità del fare impresa". Il Codice riguarda l’attività agricola, le figure degli imprenditori agricoli e della loro attività compresa la vendita dei prodotti, le società agricole, i contratti agrari, le coltivazioni OGM, la creazione di aziende agricole.

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