GOVERNO. CdM approva decreto sulle fonti rinnovabili e l’efficienza energetica

E’ stato approvato in prima lettura, dal Consiglio dei Ministri che si è svolto oggi a Palazzo Chigi, il decreto legislativo per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica. Il provvedimento ha un duplice obiettivo: aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili e ridurre gli oneri relativi in bolletta a carico dei consumatori. Gli strumenti di incentivazione previsti dallo schema sono: incentivo per il biometano immesso nella rete; fondo a favore dello sviluppo dell’infrastruttura per il teleriscaldamento e il teleraffreddamento; incentivi per la produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili; contributi per la produzione di energia termica da piccoli impianti; potenziamento del sistema di incentivi per l’efficienza energetica, attraverso i certificati bianchi; fondi in favore dello sviluppo tecnologico ed industriale. Il decreto sarà trasmesso alle commissioni parlamentari e alla Conferenza unificata, per poi tornare al Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva.

"Con il provvedimento approvato oggi – ha dichiarato il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani – fissiamo definitivamente il nostro programma nazionale per un impiego efficiente e sostenibile delle fonti rinnovabili. Semplifichiamo le procedure autorizzative e incentiviamo la realizzazione di nuove infrastrutture di rete per garantire un’efficienza sempre maggiore del sistema. Nel pieno rispetto degli obblighi comunitari e degli impegni di governo – ha concluso il Ministro – il nostro obiettivo è accompagnare lo sviluppo delle tecnologie a favore di un mix produttivo più ecosostenibile, a costi sicuramente più competitivi".

Il Consiglio dei Ministri ha poi approvato un ulteriore tassello del federalismo fiscale: uno schema di decreto legislativo che introduce meccanismi premiali e sanzionatori per Regioni, Province e Comuni che culminano nel cosiddetto "inventario" di fine legislatura, per le Regioni, e di fine mandato per Comuni e Provincie: una dichiarazione certificata, vero e proprio strumento pubblico di rendicontazione da parte del Presidente di Regione, del Presidente di Provincia e del Sindaco, capace di attivare quel controllo democratico sancito dalla legge, informando i cittadini sullo stato di salute degli enti (a partire dalla spesa sanitaria delle Regioni) in vista delle elezioni. Tra gli altri, sono previsti ulteriori meccanismi di controllo quali il "fallimento politico" del Presidente di Regione, di Provincia e del Sindaco, gli adempimenti relativi al mancato rispetto del patto di stabilità interno, la decadenza automatica e l’interdizione dei funzionari regionali. Il provvedimento istituisce la Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, organo di verifica e controllo sul funzionamento del nuovo sistema di federalismo fiscale.

Il Consiglio ha avviato l’esame, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta, del decreto legislativo, che integra e aggiorna il vigente Codice dell’amministrazione digitale, emanato nel 2005. L’esame del testo proseguirà in una prossima seduta.

Il Consiglio ha poi preso atto della rinuncia da parte del dott. Antonio Catricalà alla designazione a Presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

 

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