GOVERNO. CdM, approvata la riforma Brunetta della PA

Si è appena concluso il Consiglio dei Ministri riunitosi oggi alle 9.50 a Palazzo Chigi. E’ stato decretato, per la giornata di domani 10 ottobre, il lutto nazionale per le vittime dell’alluvione che ha colpito la provincia di Messina: nella giornata di domani si svolgeranno le esequie solenni. Il Consiglio dei ministri ha approvato poi la riforma della pubblica amministrazione presentata dal Ministro Renato Brunetta.

Le nuove norme intervengono in materia di contrattazione collettiva, valutazione del personale, dirigenza pubblica, responsabilità disciplinare, promozione delle pari opportunità, esaltando il fondamentale principio della valorizzazione del merito. Il provvedimento vuole assicurare una migliore organizzazione del lavoro, consentire il raggiungimento di standard qualitativi ed economici elevati nello svolgimento delle funzioni e nell’erogazione dei servizi per i cittadini.

In linea con quanto avviene nei Paesi dell’area OCSE, la filosofia che informa le nuove norme si basa sul miglioramento della qualità della prestazione di lavoro, sull’incoraggiamento delle selezioni dei migliori, sul valorizzare capacità e risultati nell’affidamento di incarichi dirigenziali, anche al fine di rafforzare l’autonomia ed i poteri della stessa dirigenza pubblica.

Il Ministro dell’interno, Roberto Maroni, ha illustrato al Consiglio un dossier sulle misure antimafia finora adottate dal Governo. Fra i principali risultati conseguiti: misure più incisive per aggredire i patrimoni mafiosi, con la distinzione fra i provvedimenti a carico del mafioso e la destinazione dei suoi beni, che dopo la confisca non potranno più essere restituiti agli eredi; la creazione del Fondo unico giustizia nel quale confluiscono le somme sequestrate alla mafia e i proventi derivanti dai beni confiscati (le risorse diventano immediatamente disponibili anche per la tutela della sicurezza pubblica). Maroni ha informato il Consiglio che le somme recuperate per il Fondo unico di giustizia ammontano a 676,7 milioni di euro.

Il Ministro ha poi illustrato ulteriori misure già in atto: agevolazioni per le aziende e le società sequestrate alla mafia, sospensione delle procedure esecutive, dei pignoramenti e dei provvedimenti cautelari intrapresi dai concessionari di riscossione, estinzione dei crediti erariali per confusione in caso di confisca di beni, aziende o società.

Gli amministratori responsabili dello scioglimento dei Consigli comunali o provinciali per infiltrazione mafiosa non potranno essere candidati e sarà prevista la responsabilità anche per i dipendenti collusi. Sarà più duro il regime del carcere speciale (41 bis) che potrà essere richiesto anche dal Ministro dell’interno.

Il Ministro ha quindi illustrato i risultati conseguiti dal Governo nella lotta alla mafia: 335 le operazioni di polizia giudiziaria (con un incremento del 40%); 3.479 gli arresti (+ 26%); 270 i latitanti tratti in arresto (+91%); sequestrati beni per un valore totale di 5.372 milioni di euro (+52%); confiscati beni per un valore complessivo di 1.512 milioni di euro (+ 304%).

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