GOVERNO. CdM: sarà reato la prostituzione in luogo pubblico

Sarà reato l’esercizio della prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico. Clienti e lucciole sono colpiti con identiche sanzioni e vengono inasprite le pene nella prostituzione minorile. È quanto prevede il disegno di legge approvato oggi dal Consiglio dei Ministri e messo a punto dal ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna e dal ministro della Giustizia Angelino Alfano.

Il CdM, informa infatti una nota ufficiale, ha approvato "un disegno di legge che, in materia di prostituzione, per la prima volta configura come reato l’esercizio in luogo pubblico o aperto al pubblico, anche al fine di meglio contrastarne lo sfruttamento da parte di organizzazioni criminali".

Le sanzioni saranno le stesse anche per chi si avvale o contratta tali prestazione. Stretta contro lo sfruttamento della prostituzione minorile. "Nuove e più rigorose sanzioni – prevede infatti il CdM – sono introdotte per contrastare la prostituzione di minori di diciott’anni, sia con riferimento all’induzione che al favoreggiamento, allo sfruttamento, alla gestione, organizzazione e controllo di questa fattispecie particolarmente odiosa di prostituzione". Il ddl prevede che il minore di nazionalità extracomunitaria che "eserciti la prostituzione sul territorio dello Stato verrà rimpatriato in forma assistita, con adeguate forme di tutela della sua integrità psicologica, finalizzate anche al reinserimento sociale nel suo Paese".

Sarà dunque vietato prostituirsi in parchi e strade. Lucciole e clienti rischieranno le stesse sanzioni: arresto da 5 a 15 giorni e ammenda da 200 fino a 3000 euro. Giro di vite anche nel campo dello sfruttamento della prostituzione minorile: si prevede infatti il carcere da 6 a 12 anni e una multa da 15 mila a 150 mila euro per chi "recluta o induce alla prostituzione una persona di età inferiore agli anni diciotto" o "favorisce, sfrutta, gestisce, organizza o controlla la prostituzione di una persona di età inferiore agli anni diciotto, ovvero altrimenti ne trae profitto".

La Confedilizia ha subito chiesto che il provvedimento governativo sia migliorato. Ha infatti commentato il presidente Corrado Sforza Fogliani: "Il testo del disegno di legge che conosciamo non prevede alcuna norma specifica che consenta di vietare l’esercizio della prostituzione nei condominii nei quali essa non sia già vietata per norma regolamentare. Essendo stata scartata l’ipotesi dei quartieri a luci rosse isolati e fuori città, occorre invece pensare a come proteggere la convivenza civile soprattutto nei condominii: problema del tutto ignorato nel disegno di legge, essendo state pretermesse – non si sa per quale motivo – le richieste della Confedilizia". Oer Confedilizia "la nuova normativa non può ignorare l’esigenza che le assemblee condominiali possano vietare – anche superando vuoti contenuti in regolamenti sia assembleari che contrattuali – l’esercizio della prostituzione nei condominii, sui quali è facile prevedere che si scaricherà il problema per effetto del divieto stesso – se il nostro Stato riuscirà a farlo rispettare – di esercitare l’attività di cui trattasi nei luoghi pubblici ed aperti al pubblico".

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