GOVERNO. Fa già discutere la manovra finanziaria

La manovra finanziaria approvata ieri dal Consiglio dei Ministri prevedrebbe l’introduzione di una tassa – pari a 10 euro – a carico dei turisti che soggiornano negli alberghi della Capitali. Il condizionale è d’obbligo dal momento che la conferenza stampa del CdM che chiarirà l’entità dei provvedimenti è attesa per il pomeriggio di oggi. In ogni caso alcune anticipazioni fanno già discutere. Come il caso della "tassa sul soggiorno dei turisti" cha ha già incassato il parere contrario di Federalberghi che l’ha definita "un’assurdita". Anche l’Adoc non la vede di buon occhio: "Una tassa obsoleta, iniqua, che danneggia pesantemente il turismo della Capitale – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – il settore, nonostante sia cruciale per l’economia romana e nazionale, è già in difficoltà a causa della crisi, più che aggiungere tasse di soggiorno avrebbero dovuto introdurre incentivi e agevolazioni per i turisti in visita nella Capitale e rilanciare il movimento. Dall’inizio della crisi le strutture alberghiere romane hanno perso in media il 25% di presenze, con punte del 40% e per quest’anno la situazione è altrettanto grave. Prevediamo infatti un calo del 10% delle presenze di turisti a Roma rispetto al 2009, il "contributo di soggiorno" potrebbe contribuire ad un ulteriore calo tra il 5 e il 7%. Il turismo a Roma deve essere rilanciato, non affossato".

Incassano il parere sfavorevole dell’Associazione – qualora confermate – anche la negazione del rimborso dell’Iva sulla tassa sui rifiuti e la possibilità di far pagare il pedaggio sul Gra.

"Il rimborso dell’Iva sulla tassa sui rifiuti è un diritto acquisito dei consumatori che non può essere espropriato attraverso l’interpretazione di una norma di legge – continua Pileri – la sentenza n.238/09 della Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima l’applicazione dell’Iva sulla tassa sui rifiuti, in quanto un tributo non è assoggettabile ad Iva. Con l’adozione di una norma interpretativa finalizzata alla tutela delle casse statali, con cui si evita il rimborso a carico dei Comuni e delle società municipalizzate, si toglierebbe ai cittadini la possibilità di far valere i diritti maturati, che stimiamo tra i 200 e i 300 euro per nucleo familiare. Siamo assolutamente contrari anche all’introduzione di qualsiasi forma di pedaggio sul G.R.A. Se questo verrà applicato valuteremo la possibilità di ricorrere al Tar, impugnando un provvedimento gravoso per i cittadini. Oltre a costituire un maggior onere per i cittadini che utilizzano il Raccordo, che va considerato alla stregua di una strada urbana data la carenza di trasporti pubblici nella Capitale, il pedaggio innalzerebbe oltremodo i costi per raggiungere gli aeroporti. Dopo i rincari del 45% delle tariffe del treno che collega Roma all’aeroporto di Fiumicino, i cittadini romani e i turisti non possono subire un’altra batosta economica per raggiungere lo scalo aereo. Inoltre, il traffico presente sul Raccordo, già oggi particolarmente sostenuto, diventerebbe ingestibile in coincidenza dei caselli. Cogliamo l’occasione condividere la presa di posizione del Sindaco Alemanno, che ha sempre escluso qualsiasi pedaggio sul G.R.A."

Federconsumatori e Adusbef criticano, infine, la manovra in sè. "Tale provvedimento non fa nulla per incrementare gli investimenti, non intacca minimamente i patrimoni e le rendite finanziarie, facendo ricadere i tagli ed i sacrifici, come al solito, sulle famiglie a reddito fisso, specialmente per quanto riguarda i tagli ai trasferimenti alle Regioni ed agli Enti Locali (che ricadranno sui cittadini sottoforma di un aumento della pressione fiscale e delle tariffe), e le misure sugli stipendi del pubblico impiego".

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