GOVERNO. Federalismo fiscale, via libera al disegno di legge delega

Via libera al disegno di legge delega sul federalismo fiscale. Il Consiglio dei Ministri di oggi ha infatti approvato "in via definitiva, acquisito il parere favorevole della Conferenza Unificata, il disegno di legge di delega in materia di federalismo fiscale – comunica Palazzo Chigi – su proposta dei Ministri Giulio Tremonti, Umberto Bossi, Roberto Calderoli, Raffaele Fitto, Andrea Ronchi e Roberto Maroni". Il Consiglio ha inoltre approvato uno specifico emendamento per Roma Capitale che sarà presentato alle Camere.

In correlazione tecnica con il federalismo fiscale, è stato approvato un decreto legge finalizzato al "riequilibrio economico e finanziario di Regioni ed Enti locali". Vengono adottate – si legge nella nota ufficiale – disposizioni in materia di gestioni commissariali, utili in caso di mancato rispetto degli adempimenti previsti dai piani di rientro dei deficit sanitari, e potenziati gli strumenti operativi del commissario ad acta per consentirgli l’accesso alle risorse finanziarie spettanti alla regione e sospese a seguito di inadempienze.

Quali le novità previste? Fra i punti principali del disegno di legge sul federalismo fiscale, illustrati in una nota del CdM, sono previsti: nessun aggravio per i cittadini ("Il passaggio al nuovo sistema non può produrre aggravi del carico fiscale nei confronti dei cittadini; alla maggiore autonomia impositiva di Regioni ed enti locali corrisponderà una riduzione dell’imposizione statale"); autonomia impositiva; autonomia di entrata e di spesa di regioni ed enti locali.

Sulle città metropolitane e Roma capitale, "sono previste – si legge nell’allegato – specifiche disposizioni per le aree metropolitane, la cui autonomia di entrata e di spesa dovrà essere commisurata alla complessità delle più ampie funzioni. Con specifico decreto legislativo sarà disciplinata l’attribuzione delle risorse alla città di Roma, conseguenti al ruolo di Capitale della Repubblica e sarà inoltre disciplinata l’attribuzione a Roma di un proprio patrimonio".

Per saperne di più consulta la nota integrativa del Consiglio dei Ministri.

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