GOVERNO. I provvedimenti adottati dal CdM di oggi

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, tra l’altro, i seguenti provvedimenti: su proposta del Ministro per le politiche europee, Emma Bonino, e del Ministro della salute, Livia Turco, un decreto legislativo che modifica la normativa che ha dato attuazione alla direttiva 2001/83 (decreto legislativo n. 219 del 2006) relativa a un codice comunitario sui medicinali per uso umano. L’intervento correttivo si è reso necessario a seguito di procedure di infrazione, nonché per adeguare il codice alle recenti innovazioni in tema di vendita al pubblico di prodotti medicinali. Sul provvedimento si sono favorevolmente espresse la Conferenza Stato-Regioni e le Commissioni parlamentari competenti.

Tra le principali novità il codice prevede: la graduale applicazione della disciplina del rilascio dell’autorizzazione all’immissione in commercio per i gas medicinali attraverso apposito decreto del Ministro; per i medicinali omeopatici presenti sul mercato italiano alla data del 6 giugno 1995, in attesa di autorizzazione è prevista la possibilità di procedere in ogni caso ad una registrazione semplificata purchè sia garantita la loro sicurezza; la definizione dei casi eccezionali in cui il cittadino potrà ottenere dal farmacista, anche senza la prescrizione del medico, un medicinale sottoposto all’obbligo di presentazione di ricetta medica; l’introduzione della figura del "farmacista responsabile" per gli aspetti di rilevanza sanitaria concernenti la vendita di medicinali nell’ambito degli esercizi commerciali, ove operino più figure professionali, previsti dal "Decreto Bersani".

Il Ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, ha illustrato al Consiglio le linee portanti del Piano italiano di azione sulle droghe con il quale l’Italia si adegua ad analoghe iniziative degli Stati membri dell’Unione europea. Il documento è stato elaborato da un gruppo di lavoro composto da rappresentanti di vari Ministeri, nonché delle Regioni, dell’Associazione nazionale comuni d’Italia e dell’Unione delle province italiane.

L’esame del disegno di legge in materia di prostituzione è stato rinviato a una prossima seduta del Consiglio.

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