GOVERNO. I provvedimenti approvati dal CdM

Il Consiglio dei Ministri che si è riunito oggi ha approvato, oltre al decreto-legge che assicura il rifinanziamento, fino al 31 dicembre prossimo, degli interventi di cooperazione allo sviluppo ed a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, nonchè delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, altri provvedimenti. Tra questi, al fine di adempiere agli obblighi connessi all’appartenenza all’Unione europea, il Consiglio ha approvato alcuni decreti legislativi che recepiscono direttive europee, sia in esame preliminare, al fine di acquisire i pareri prescritti, che in esame definitivo, a seguito dell’acquisizione dei pareri resi. Oltre alla direttiva 2009/12 in tema di diritti aeroportuali, il Consiglio ha recepito in via preliminare la direttiva 2007/61, che modifica la direttiva 2001/114/CE relativa a taluni tipi di latte conservato parzialmente o totalmente disidratato destinato all’alimentazione umana. Al fine di dare certezza e tutela ai consumatori, la direttiva autorizza la standardizzazione del tenore proteico di taluni tipi di latte conservato parzialmente o totalmente disidratato ad un livello minimo del 34 %, in peso, espresso in materia secca sgrassata.

Inoltre il Consiglio ha approvato anche il decreto legislativo che recepisce le direttive 2008/99 e 2009/123, che danno seguito all’obbligo imposto dall’Unione europea di incriminare comportamenti fortemente pericolosi per l’ambiente, sanzionando penalmente condotte illecite individuate dalla direttiva e fino ad oggi non sancite come reati ed introducendo la responsabilità delle persone giuridiche, attualmente non prevista per i reati ambientali. Due le nuove fattispecie incriminatrici introdotte nel codice penale per sanzionare la condotta di chi uccide, distrugge, preleva o possiede fuori dai casi consentiti esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette e di chi distrugge o comunque deteriora in modo significativo un habitat all’interno di un sito protetto. "Un provvedimento di facciata, approvato col solo obiettivo di non incorrere nelle sanzioni dell’Ue". Questo il giudizio di Legambiente sul testo approvato oggi dal Consiglio dei Ministri sui reati ambientali. "Nel paese dell’abusivismo edilizio e del saccheggio del territorio, delle mozzarelle alla diossina e del business delle ecomafie si è persa, ancora una volta, l’occasione di intervenire adeguatamente e fornire una legge penale efficace a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza -. I reati ambientali continuano così a rientrare tra le contravvenzioni, le sanzioni sono scarsamente deterrenti, i tempi di prescrizione bassissimi e non è stato previsto nulla per i reati nell’ambito del ciclo del cemento lasciando, di fatto, senza tutela il paesaggio e la fragilità geomorfologia e urbanistica dei territori". Oltre alla responsabilità delle persone giuridiche, attualmente non prevista per i reati ambientali, nel Codice penale sono state infatti inserite solo due fattispecie incriminatorie relative a chi uccide, distrugge, preleva o possiede fuori dai casi consentiti, esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette e a chi distrugge o comunque deteriora in modo significativo un habitat all’interno di un sito protetto. Tutto il resto è rimasto pressoché invariato, con il plauso – immaginiamo – di chi fino ad oggi ha costruito abusivamente o inquinato gravemente territori e falde acquifere e che ora sarà spronato a continuare in tali comportamenti per i quali non è prevista la reclusione. "L’introduzione nel Codice penale dei reati contro la fauna e la flora protetta – ha concluso Cogliati Dezza -, rappresenta solo un piccolo passo avanti in materia. L’Italia avrebbe avuto bisogno, invece, di un provvedimento coraggioso, basato su pene reclusive crescenti in base alla gravità degli illeciti, dal danno ambientale al delitto di ecomafia o di frode ambientale ed è gravissimo che il governo non abbia saputo cogliere questa occasione per stabilire un principio così importante per il futuro economico e sociale del Paese".

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Francesco Saverio Romano, infine, ha svolto un’informativa sui recenti orientamenti in tema di organismi geneticamente modificati.

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