GOVERNO. In CdM federalismo fiscale, permesso di soggiorno e riforma università

Un ulteriore passo verso il federalismo fiscale, un "Accordo di integrazione" in vista del rilascio o meno del permesso di soggiorno, due provvedimenti di attuazione alla delega del Governo a riformare il sistema universitario: sono fra i contenuti discussi e approvati nell’odierno Consiglio dei Ministri. Il CdM ha infatti approvato, informa la nota ufficiale di Palazzo Chigi, "un decreto legislativo in materia di meccanismi sanzionatori e premiali relativi a Regioni, Province e Comuni, che costituisce un ulteriore tassello del federalismo fiscale introdotto dalla legge n.42 del 2009. Il provvedimento è diretto a rafforzare la responsabilizzazione, la trasparenza e l’effettività del governo delle autonomie territoriali ed introduce fra l’altro la relazione di fine legislatura, o mandato, che costituisce un rendiconto finale dell’attività svolta, vero e proprio strumento pubblico di controllo democratico nei confronti degli amministratori regionali e locali, in vista delle successive elezioni".

Nella riunione è stato inoltre approvato un regolamento "teso a stabilire – informa Palazzo Chigi – i criteri e le modalità per la sottoscrizione, contestualmente alla presentazione della richiesta del permesso di soggiorno da parte dei cittadini stranieri, di un Accordo di integrazione, articolato per crediti, con l’impegno a sottoscrivere specifici obiettivi di integrazione da conseguire nel periodo di validità del permesso di soggiorno". Si tratta di un percorso formativo di due anni, articolato su "crediti", per conoscere lingua italiana e organizzazione delle istituzioni, con la previsione di una sorta di esame finale al termine del quale si ottiene il permesso di soggiorno o si viene espulsi.

Sono stati approvati inoltre due provvedimenti di attuazione alla delega conferita al Governo a riformare il sistema universitario. "Il primo – spiega la nota ufficiale del CdM – è uno schema di decreto legislativo, sul quale verranno acquisiti i pareri prescritti, finalizzato a disciplinare l’introduzione di un sistema di accreditamento iniziale e periodico delle sedi e dei corsi di studio universitari, la previsione di un sistema di valutazione e di assicurazione della qualità, dell’efficienza e dell’efficacia della didattica e della ricerca, nonché il potenziamento del sistema di autovalutazione della loro qualità ed efficacia".

Fra gli obiettivi da raggiungere sono indicati "meccanismi premiali a favore degli atenei virtuosi" e l’attribuzione di compiti di valutazione a un ente esterno al Ministero. Il secondo decreto è un regolamento che "mira a raggiungere un criterio di selezione altamente qualificato rispetto alle procedure espletate negli anni accademici precedenti all’entrata in vigore della legge delega, nonché un elevato grado di preparazione e di competenza dei professori universitari, in linea con i parametri e gli standard europei".

Il CdM ha infine approvato un decreto legislativo che "attua la delega conferita al Governo dalla legge in materia di apprendistato, disciplinandolo quale contratto di lavoro a tempo indeterminato, finalizzato all’occupazione dei giovani".

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