GOVERNO. Intercettazioni limitate ed emergenza rifiuti. Questi i decreti del CDM di oggi

Limite massimo di 3 mesi per la durata delle intercettazioni telefoniche e pene più severe per chi le diffonde in modo incontrollato. E’ stato questo il primo provvedimento approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, riunitosi in mattinata a Palazzo Chigi. Il disegno di legge proposto dal ministro della Giustizia Angelino Alfano, partendo dal presupposto che lo Stato deve garantire un’adeguata protezione della privacy, definisce le categorie delle persone che sono assoggettabili a intercettazioni e la natura dei reati. Le intercettazioni, inoltre, dovranno avere una durata massima e sarà prevista una tutela per coloro i quali vengono intercettati casualmente; chi, invece, rivela le intercettazioni o altre notizie coperte da segreto rischia fino a 5 anni di reclusione e un giornalista che pubblica arbitrariamente le intercettazioni di cui è vietata la diffusione rischia l’arresto da uno a sei anni e sanzioni fino a mille euro. Saranno esclusi da queste novità le intercettazioni che riguardano i reati di mafia, terrorismo e gravi allarmi sociali.

Altro provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri è stato quello proposto dal Premier Silvio Berlusconi e dal ministro dell’Ambiente, della Tutela del territorio e del mare, Stefania Prestigiacomo, che completa gli interventi per l’emergenza rifiuti nella Regione Campania. Il termovalorizzatore di Acerra dovrà essere completato; per assicurare la massima efficacia e sicurezza delle operazioni saranno impiegate le Forze armate per la conduzione tecnica ed operativa degli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti.

Quattro decreti legislativi, infine, prevedono l’attuazione di altrettante direttive comunitarie: quella su lavorazione, conservazione, stoccaggio e distribuzione di tessuti e cellule umani; quella sulle disposizioni per il settore dei trasporti su strada (numero minimo e modalità di svolgimento dei controlli in materia di tempi di guida, adozione di un sistema di classificazione del rischio); sulle condizioni di polizia sanitaria applicabili alle specie animali d’acquacoltura e ai relativi prodotti e quella sulla costituzione delle società per azioni e sulla salvaguardia e modifica del loro capitale sociale.

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