GOVERNO. Manovra, Federfarma contro. Convocata riunione d’urgenza per il 7 giugno

Anche Federfarma si schiera contro la manovra economico-finanziaria varata dal Governo. La Federazione nazionale unitaria dei titolari di farmacia italiani "ha convocato d’urgenza – si legge in una nota stampa – lunedì 7 giugno l’Assemblea Nazionale a Roma per decidere quali iniziative adottare per ottenere modifiche al testo della manovra varata dal Governo che, così com’è formulata, è iniqua e insostenibile per le farmacie".

Federfarma denuncia che le farmacie saranno chiamate a pagare un contributo alto e che le misure risulteranno penalizzanti perché "l’erogazione dei farmaci a carico del SSN diventa una partita in perdita". Scrive la Federazione: "Oltre a subire per la loro parte il peso delle misure – come la riduzione dei prezzi dei farmaci generici – che si spalmano sull’intera filiera del farmaco (industrie, grossisti, farmacie), le farmacie dovranno, da sole, contribuire al contenimento della spesa farmaceutica con una misura posta unicamente a loro carico: il taglio del margine dei grossisti si scaricherà interamente sulle farmacie e costerà alle farmacie oltre 420 milioni di euro l’anno".

Commenta Annarosa Racca, presidente di Federfarma: "I nuovi tagli costituiranno un forte ostacolo alla prosecuzione del servizio, le piccole farmacie chiuderanno subito, quelle più grandi per sopravvivere saranno costrette a tagliare drasticamente i costi, a partire da quelli per il personale. Tenendo conto che nelle farmacie oggi lavorano circa 30.000 farmacisti collaboratori, cioè personale laureato qualificato, e 25.000 addetti non laureati, l’impatto della manovra sul fronte occupazionale rischia di essere pesantissimo. Stupisce, infine, che oltre alle farmacie siano stati duramente colpiti i produttori di farmaci generici, proprio i due elementi del sistema che da anni contribuiscono attivamente al contenimento della spesa farmaceutica".

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