GOVERNO. Manovra finanziaria, Consumatori: ricadute per 1572 euro all’anno

Nella conferenza stampa che si è tenuta ieri sera il Premier, Silvio Berlusconi, e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, hanno confermato le misure contenute nella manovra finanziaria 2011 – 2012. Essa poggia "essenzialmente sulla riduzione della spesa pubblica" e sulla "lotta all’evasione fiscale". Sul fronte delle spese, Berlusconi ha riconosciuto che a "pagare dazio" saranno soprattutto i dipendenti pubblici ai quali chiede un "atto di responsabilita"’ che giustifica con due dati: il maggior aumento ottenuto in questi anni rispetto ai colleghi del privato e il vantaggio del posto fisso. "Abbiamo deciso di intervenire per riportare il rapporto deficit-Pil dal 5% di adesso al 2,7 nel 2012" ha spiegato il Premier.

Ma quanto peserà effettivamente sulle tasche dei cittadini? Adusbef e Federconsumatori hanno effettuato una elaborazione circa un’ipotesi di ricaduta economica per un dipendente pubblico romano, a causa delle misure contenute nella manovra economica.
Il cittadino oggetto della proiezione è un lavoratore ministeriale che utilizza il Grande Raccordo Anulare per 6 giorni alla settimana. Lo studio prevede inoltre aumenti delle fiscalità territoriali, regionali e comunali, nonché di tariffe per servizi pubblici in carico all’ente locale. Secondo le Associazioni, il "taglio" per il soggetto individuato nello studio sarà di 1572 euro all’anno.

Cittadino con retribuzione netta di 1.600 Euro al mese

  • Per blocco contratti nel triennio – 96 Euro mensili
  • Per utilizzo GRA (6 volte alla settimana x 0,50 € a tratta) – 24 Euro
  • Per aumento addizionale regionale – 4 Euro
  • Per addizionale comunale – 1 Euro
  • Per aumento tariffe rifiuti – 2 Euro al mese
  • Per tariffe di varia natura – 4 Euro al mese

Totale – 131 Euro al mese
pari a 1.572 Euro annui

L’Adoc, invec, punta il dito verso la tassa di soggiorno imposta ai turisti in visita a Roma che "potrebbe trasformarsi in una stangata per gli oltre 500 bed&breakfast romani, che in un anno potrebbero perdere circa 3 milioni di euro"."E’ vergognoso imporre la tassa di soggiorno anche per i turisti che alloggiano nei bed&breakfast – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – i B&B rappresentano una soluzione economica per almeno 3 milioni di turisti in visita a Roma, soprattutto per i giovani tra i 20 e i 30 anni e per le famiglie che non possono permettersi altre e più dispendiose strutture. Aggiungendo il contributo di soggiorno di un euro a persona a notte al prezzo medio di una notte in un B&B, che si attesta sui 35 euro, una famiglia di quattro persone potrebbe spendere in futuro, per un weekend, circa il 22% in più di quanto spenderebbe oggi. Un duro colpo non solo per i turisti con più difficoltà economiche ma anche per gli operatori del settore, che potrebbero subire un calo delle presenze di circa il 10%, con conseguente perdita complessiva di circa 3 milioni di euro all’anno per tutto il settore di Roma, che conta oltre 500 bed&breakfast." Infine, l’Adoc chiede chiarezza sul possibile pedaggio del GRA.

 

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