GOVERNO. Monti, sull’Esecutivo le speranze di parafarmacisti e ambientalisti

Il Governo Monti si è presentato, dopo la fiducia in Senato si attende oggi quella alla Camera, e sul programma delinato dal premier – come sulle aspettative per le prossime azioni dell’esecutivo – arrivano prese di posizione articolate che sperano nel rinnovamento, da quelle dei Consumatori (che hanno accolto con soddisfazione i nomi dei ministri del nuovo Esecutivo) ai blocchi che da tempo chiedono di "aprire" una società ferma sul fronte delle professioni e quantomeno incerta sui temi ambientali, come appare da tempo quella italiana.

È il caso dei parafarmacisti, che apprezzano (ANPI) il richiamo alla necessità di rimuovere gli ostacoli alla crescita, e sottolineano che fra le priorità su cui intervenire c’è la riforma delle professioni con la conseguente necessità di "portare vera concorrenza nel settore più protetto in Italia, quello della distribuzione al dettaglio dei farmaci", come afferma il Movimento nazionale liberi farmacisti.

Oggi invece le associazioni ambientaliste (Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia) hanno reso noto il testo integrale della lettera inviata al presidente del Consiglio il 16 novembre, nella quale chiedono di porre l’attenzione sulle questioni ambientali e di fare "un salto di qualità" nelle politiche per la salvaguardia del clima.

Scrivono le tre associazioni: "In Italia manca un approccio strategico e l’individuazione di un percorso che leghi la crisi economica a quella economica e sociale. Al contrario, le priorità per le politiche ambientali da citare sarebbero molte dopo anni di sostanziale stasi se non di smantellamento dei programmi di tutela e dell’ambiente, nonché l’assenza di una strategia di promozione dello sviluppo sostenibile e della decarbonizzazione".

E chiedono che l’Italia "si schieri in sede europea a favore dell’obiettivo di riduzione al 2020 del 30% delle emissioni di gas serra rispetto al 1990; riveda il piano d’azione per le rinnovabili, adeguandolo a livelli coerenti con l’obiettivo di taglio delle emissioni, elevando quindi i target per le diverse fonti e rimodulando in modo appropriato ed economicamente efficace il sistema degli incentivi; chieda ai partners comunitari che l’obiettivo dell’aumento del 20% per l’efficienza energetica sia reso vincolante".

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