GOVERNO. Oggi Consiglio dei Ministri: focus su disagio abitativo ed elezioni

Disagio abitativo e ipotesi di elezioni anticipate fra i principali temi discussi nel Consiglio dei Ministri di oggi. Il Consiglio ha infatti ascoltato la relazione dei ministri della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, e dell’Interno, Giuliano Amato, sui problemi legati al disagio abitativo dei soggetti svantaggiati, convenendo "sulla necessità di un intervento normativo".

"In considerazione della avvenuta scadenza della sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio per finita locazione di immobili adibiti ad uso di abitazione, nonché dell’esigenza di portare a realizzazione gli interventi di edilizia residenziale pubblica concordati e programmati in favore di categorie particolarmente colpite dal problema della casa in aree ad alta densità abitativa, il Consiglio – si legge nella nota stampa del CdM – ha approfonditamente esaminato e discusso la questione, convenendo sulla necessità di un intervento normativo. A tale fine il Ministro Chiti acquisirà l’orientamento delle Camere in proposito".

Il Consiglio ha deciso di annullare (secondo quanto previsto dalla legge n. 400 del 1988, articolo 2, comma 3, lettera p), la delibera adottata dal Consiglio comunale di Asti che estende il diritto di elettorato attivo e passivo ai cittadini stranieri non comunitari, residenti nel comune.

Sono stati inoltre prorogati gli stati d’emergenza già dichiarati nella provincia di Catania, per fenomeni eruttivi dell’Etna ed eventi sismici collegati, nonché nella zona di Serravalle Scrivia (Alessandria), per la messa in sicurezza dello stabilimento Ecolibarna, e nel comune di Cerzeto (Cosenza), per dissesti idrogeologici.

Il Ministro dell’Interno Giuliano Amato ha svolto una comunicazione, che il Consiglio ha condiviso, in materia di scioglimento anticipato delle Camere e di modalità di voto dei militari:

  • L’art. 7 del testo unico sulle norme elettorali per la Camera prevede che, nell’ipotesi di scioglimento anticipato delle Camere, i sindaci che intendano candidarsi si dimettano entro i sette giorni successivi alla data di pubblicazione del decreto. Alle loro dimissioni segue lo scioglimento dei rispettivi Consigli comunali e la nomina di un Commissario sino al rinnovo degli organi. Nel caso che le dimissioni divengano definitive dopo il 24 febbraio, le predette elezioni, a norma dell’art. 2 della legge n. 182 del 1991, vanno all’anno successivo. Per evitare che numerosi comuni rimangano per oltre un anno sotto gestione commissariale, con pregiudizio dei diritti democratici, si provvederà dunque con apposito atto legislativo di urgenza, a consentire lo svolgimento delle elezioni di tali enti nel turno annuale del 2008.
  • Il Consiglio ha condiviso l’opportunità di un intervento normativo che consenta ai militari all’estero di esercitare il loro diritto di voto in caso di elezioni politiche nella sede di servizio all’estero. L’orientamento del Consiglio è che il voto vada esercitato con riferimento alle circoscrizioni nazionali piuttosto che a quelle estere, diversamente da quanto accaduto nel 2006.

 

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