GOVERNO. Piano casa, dalle Associazioni un invito a rilanciare anche gli affitti

Dovrebbe approdare nel Consiglio dei Ministri di venerdì il piano casa messo a punto dal Governo per dare slancio all’economia partendo da uno dei settori trainanti della nostra economia (quello edilizio). Tuttavia la strada che porta ad un testo condiviso è tutta in salita. La riunione della Conferenza unificata prevista per oggi si preannuncia accesa, con i Governatori che si presentano spaccati. Comunque il Premier ha spiegato ieri che il "decreto o ddl che sia, si fermerà alle case mono e bifamiliari e alle costruzioni da rifare dopo che queste saranno demolite e non riguarderà gli immobili urbani".

Comunque vada, il Piano sta facendo discutere. Da ultime le associazioni Confedilizia, Appc e Unioncasa che sostengono: "Da sempre abbiamo detto che il piano del Governo di ampliamento degli immobili, così come conosciuto, si adatta solo ad alcune tipologie edilizie. E da sempre abbiamo sottolineato i vincoli derivanti dal fatto che si tratta di materia di legislazione concorrente e quindi che si deve evitare ai proprietari che utilizzino la normativa di correre pericoli, specie iniziando attività edilizie che poi non trovassero conferma nella normativa regionale di riferimento territoriale".

Le Associazioni, nel confermare la piena disponibilità ad un confronto rinnovano l’invito a seguire vie certe. "Nello stesso tempo – concludono – non possiamo non tornare, ancora una volta, ad evidenziare che un vero piano casa non può prescindere dal contenere serie misure di rilancio dell’affitto, a cominciare dall’introduzione della tassazione separata dei redditi da locazione che i programmi elettorali sia della maggioranza sia dell’opposizione contengono in forma secca.

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