Giornalismo e privacy, può esserci equilibrio?

"Storia di un difficile equilibrio". Questo potrebbe essere il sottotitolo del libro "Privacy e Giornalismo" curato da Mauro Paissan e presentato questo pomeriggio a Roma: una sorta di manuale pratico sui diritti e i doveri dei giornalisti. Il volume segue la prima edizione del 2003 arricchito, ovviamente, dai nuovi provvedimenti adottati dal Garante della Privacy nel corso degli anni: come il documento dell’Authority in risposta a una serie di quesiti formulati dall’Ordine dei Giornalisti sul rapporto tra informazione e privacy e due recenti interventi sulla tutela dei minori e la dignità della persona nell’attività del servizio pubblico radiotelevisivo.

"Il volume – spiega Francesco Pizzetti, Presidente dell’Autorità Garante per la Privacy – si può abilmente ricondurre ad un impegno istituzionale dell’Authority ovvero quello di diffondere la cultura della riservatezza. Tra le novità che contiene il libro – continua Pizzetti – vi sono certamente i provvedimenti che affrontano tematiche nuove come quelle inerenti alle intercettazioni e a internet". Con riguardo alle intercettazioni il Presidente ha ricordato il contenuto del provvedimento adottato dal Garante a giugno che contiene le regole in ordine all’utilizzo dei contenuti delle intercettazioni disposte per motivi giudiziari in relazione al rispetto dei dati di persone terze non direttamente coinvolte nell’indagine.

Sul delicato tema delle intercettazione ha espresso le sue perplessità Vittorio Roidi, in rappresentanza dell’Ordine dei Giornalisti: "Sono spaventato – ha detto – circa la previsione, contenuta nel disegno di legge sulle intercettazioni che porta il nome del Ministro della Giustizia (ddl Mastella), di affidare al Garante (quindi ad un organo statale e non all’autogoverno dei giornalisti) la competenza a sanzionare quei giornalisti che si rendano responsabili di atti in violazione del Codice Deontologico".

L’altro settore in cui urge una risposta e che è affrontato nel testo riguarda internet. Il tema è già stato discusso durante l‘Internet Governance Forum tenutosi di recente ad Atene. Il giudizio dei partecipanti all’incontro di internet nel ritenere necessario un sistema di regole condiviso anche al di là dei confini nazionali.

Le conclusioni sono state affidate alle parole del Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, che ha ribadito alcuni concetti emersi nel corso dell’incontro come il necessario rispetto del concetto attinente all’essenzialità dell’informazione che deve essere considerato "una linea guida" per operare la scelta di omettere o meno talune caratteristiche personali del protagonista della vicenda che il giornalista si appresta a raccontare.

Il Ministro non ha mancato di sottolineare che "se è vero che il Governo eccede nella proliferazione di norme, è pur vero che non sempre la responsabilità del giornalista risponde a queste stesse regole". L’esempio più calzante – secondo Gentiloni – riguarda la tutela dei minori, un settore in cui esistono numerose norme ed altre vengono approvate ma continuamente disattese. Il Ministro ha fatto riferimento anche all’ultima approvazione del CdA della Rai in materia di pubblicità che introduce norme più severe. L’ultima battuta del Ministro Gentiloni è servita a ricordare che la chiave di volta per superare le continue violazioni della privacy e della dignità umana nella programmazione televisiva consiste nell’affiancare alla affannosa ricerca degli ascolti altri parametri. Uno potrebbe essere il rispetto delle persone a prescindere dall’età.

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