Giornata Mondiale contro il lavoro minorile

"L’accattonaggio di bambini, anche molto piccoli, sembra essere una forma di violenza socialmente accettata che spesso non è riconosciuta come vero e proprio abuso sull’infanzia". Lo ha affermato Giovanni Arena, Presidente di Telefono Arcobaleno, in occasione della Giornata Mondiale contro il lavoro minorile che si celebra il 12 giugno ormai da 6 anni. "A fronte della gravità del fenomeno occorre un forte senso di responsabilizzazione anche da parte di ogni singolo cittadino, oltre che degli operatori pubblici più specificamente interessati a motivo del loro ufficio". E’ questo l’appello lanciato da Giovanni Arena.

"Dal 1996 lavoriamo con gli adulti per aiutarli a individuare il disagio e la sofferenza, spesso silenziosa, dei più piccoli e, anche in questo caso, il nostro compito è di sensibilizzare la collettività a riconoscere le necessità di tutti i bambini". L’Associazione Telefono Arcobaleno è da 12 anni in prima linea contro ogni abuso sull’infanzia, contro la pedofilia on line e offre il suo supporto per l’emersione dei casi sommersi e invita le più sensibili componenti sociali ad assumere provvedimenti e attivare interventi concreti ed efficaci, per debellare lo sfruttamento dei minori nell’accattonaggio. Contro la complicità del silenzio, Telefono Arcobaleno, per il secondo anno consecutivo, mette a disposizione di tutti coloro che volessero partecipare a questa gara estiva di solidarietà, una locandina che riporta il numero verde della Linea Nazionale contro l’abuso 800 025777 che potrà essere scaricata dal sito www.telefonoarcobaleno.org, stampata e appesa nei luoghi maggiormente interessati a questo triste fenomeno.

La Giornata Mondiale contro il lavoro minorile è stata lanciata per la prima volta nel 2002 dall’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) per mettere in luce le dimensioni del fenomeno del lavoro minorile nel mondo e per richiamare l’attenzione sull’azione globale per combatterlo. L’Oil opera a diversi livelli: lavora con governi, parti sociali e altre strutture nazionali impegnate nella lotta al lavoro minorile per sviluppare quadri normativi che siano conformi alle Convenzioni dell’Oil sul lavoro minorile e per costruire le capacità nazionali necessarie ad affrontare il fenomeno. L’Oil lavora anche a livello locale per aiutare i bambini lavoratori e le comunità. Questa attività prevede il sostegno alle associazioni che cercano di proteggere i bambini dalle peggiori forme di lavoro minorile e l’elaborazione di strategie per prevenire l’ingresso dei bambini nel mercato del lavoro. In ambedue i casi, è fondamentale garantire l’accesso all’istruzione e alla formazione.

Negli ultimi due anni il Programma Internazionale dell’Oil per l’eliminazione del lavoro minorile (IPEC) ha lavorato in 88 paesi fornendo servizi di assistenza diretta a circa 430 000 bambini vittime del lavoro minorile o che si trovavano in situazioni a rischio. Di questi bambini, almeno 203 000 sono stati sottratti al lavoro minorile. La maggior parte era coinvolta in una delle peggiori forme di lavoro minorile. L’Italia ha aderito alla strategia dell’Oil di eliminare le forme peggiori di lavoro minorile entro il 2016. L’iniziativa è strettamente legata alla riduzione della povertà e all’istruzione universale di base e quindi agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG), ai quali l’Italia ha aderito sin dall’inizio ponendo il traguardo del 2015 tra le priorità di governo.

Comments are closed.