Giovani: cybernauti e conservatori

Vorrei essere Harry Potter anzi Spiderman no meglio Burt Simpson. L’edizione numero sette del Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza curato dall’Eurispes e da Telefono Azzurro per fotografare il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, ha interrogato i giovani anche sui propri miti. Ma aldilà degli aspetti più "soft" quelli che saltano agli occhi sono i numeri relativi a vecchi e nuovi problemi che affliggono il mondo giovanile. Abusi, sfruttamento sessuale e lavorativo, devianza, povertà ma anche la scomparsa e la sottrazione, le piccole e grandi difficoltà di integrazione dei minori stranieri, i rischi della rete e delle nuove tecnologie.

Ed è su questo nuovo aspetto che si è focalizzata l’attenzione del Prof. Ernesto Caffo, presidente del Telefono Azzurro, che nell’intervento ha ricordato il costante diffondersi delle nuove tecnologie tra i giovanissimi: nel corso dell’ultimo trimestre 2005, il 4% dei navigatori è rappresentato da bambini tra i 6 e gli 11 anni mentre i giovani di 12-17 anni costituiscono il 9%. A fine 2005 i bambini che hanno utilizzato internet sono aumentati sia per quanto riguarda il numero (+14%) sia per quanto interessa i consumi: tra ottobre e dicembre 2005 si sono collegati a internet in media 12 volte trascorrendo in rete 2 ore e mezzo in più rispetto all’anno precedente. Alle stesse conclusione giungono le due indagini campionarie contenute nel Rapporto: il 54,9% dei bambini (età: 7 – 11 anni) utilizza internet per giocare, mentre il 52,6% e il 40,2% cercano sul web rispettivamente informazioni di loro interesse e materiale utile per lo studio. I rischi: un bambino su quattro afferma di essersi imbattuto in immagini sul web che lo hanno infastidito. Addirittura il 20,% dei bambini dichiarano di essere stati molestati in chat da persone adulte. Tuttavia la maggioranza dei bambini intervistati non sono mai capitati episodi di questo tipo. Anche tra gli adolescenti (età: 12 – 19 anni) le percentuali di utilizzo del computer e della Rete rimane alto: si cercano soprattutto informazioni (88,6%) e materiale per lo studio (81,2%). Si scarica inoltre musica, film, giochi e video e si fa amicizia (34,2& ha instaurato nuovi rapporti di amicizia tramite internet).

L’aspetto strettamente correlato con il diffondersi delle nuove tecnologie tra i giovani è quello degli acquisti on line, la definiscono "generazione e-bay". E non si sbagliano visto che l’11,4% dei bambini con un’età compresa tra 7 e 11 anni sostiene di aver già fatto compere sul web. E al crescere dell’età aumenta considerevolmente la quota percentuale dei giovani appassionati di e-commerce che raggiunge il 29,1% tra i giovani con un’età compresa tra 16 e19 anni. Sono i maschi coloro che maggiormente usano Internet per i loro acquisti. Lo testimoniano i dati che indicano valori più alti riferiti ai bambini (15,1%) e agli adolescenti (34,8%) rispetto a quelli che interessano le bambine (6,7%) e le adolescenti (18%).

Il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, invece, ha affrontato il complesso rapporto tra i giovani e la politica: "Quella che emerge dal Rapporto – spiega – è una accentuta preferenza dei giovani verso un sistema di valori diversi dalla politica, verso modelli e orientamenti propri della società dei consumi, verso miti lontani dall’impegno politico di stampo movimentista-rivoluzionario dei giovani degli anni Sessanta".

Dunque giovani "conservatori e borghesi". Le cause di questa disaffezione vanno ricercate – stando ai dati emersi dai questionari (quasi 2500) diffusi nelle scuole – nella scarsa capacità di comunicare dei politici: la sensazione diffusa è che vi sia l’assenza di un messaggio selettivo e differenziato rivolto a loro in maniera esclusiva oltre che una mancata risposta della classe politica alle reali istanze e ai bisogni più profondi. La politica attuale – nelle opinioni dei giovani intervistati – sembra non essere in grado di proporre progetti, alimentare sogni, indicare prospettive di una società migliore.

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