“Glokers. Un viaggio alla ricerca del lavoro dignitoso” arriva al Parlamento europeo

"Abbiamo bisogno di ricucire il tessuto sociale; vogliamo un lavoro dignitoso che ci permetta di uscire dalla recessione". Con queste parole Neil Kearney, Segretario Generale dell’ITGLWF, la Federazione internazionale dei lavoratori del tessile, dell’abbigliamento e del calzaturiero, è intervenuto alla presentazione del libro "GloKers – viaggio alla ricerca del lavoro dignitoso" di Silvana Cappuccio, che si è tenuta presso il Parlamento Europeo.

"Qualche anno fa Margaret Tatcher ha detto che non avevamo bisogno dell’industria manifatturiera, ma dovevamo fidarci solo dei servizi finanziari; bene avete visto tutti com’è andata" ha aggiunto Kearney. Silvana Cappuccio, dirigente dell’ITGLWF, ha messo a disposizione il suo lavoro, o meglio ha colto l’occasione offertale dalla sua posizione, per raccogliere tutto quello che ha visto in giro per il mondo, tutto quello che riguarda i lavoratori delle parti meno sviluppate del nostro pianeta.

Si parla dei lavoratori sfruttati del Bangladesh, delle sarte del Pakistan, delle condizioni disumane cui sono sottoposti soprattutto i migranti. Il viaggio parte dall’Asia, il continente dove vive oltre la metà della popolazione mondiale, entrando nel merito della "lunga marcia" della Cina, che dal 1990 al 2004 ha aumentato il valore delle sue esportazioni di abbigliamento del 540%, con pesanti conseguenze sui Paesi dell’Africa sub sahariana che vivevano principalmente di export tessile. Si passa per le contraddizioni dell’India, quella dei villaggi e quella degli agglomerati urbani, dove l’80% delle lavoratrici svolge "attività informali", per giungere in Mongolia, che l’autrice definisce "la metafora della globalizzazione", in cui è possibile trovare ancora il tradizionale modello di vita pastorale nomade che cerca in qualche modo di convivere con il processo di apertura dei mercati. L’esplorazione di Silvana Cappuccio continua con l’America Centrale e Latina e con il continente nero, dove ci sono le situazioni più estreme di povertà e malattie, soprattutto nei Paesi dell’Africa sub sahariana dove negli ultimi 20 anni il numero dei poveri è raddoppiato. Insomma Glokers fa una chiara fotografia di quei posti in cui la globalizzazione ha creato gravi situazioni di sfruttamento e di insicurezza, in cui l’aumento del Pil non si traduce in nuovi posti di lavoro ma in una distanza ancora maggiore tra ricchi e poveri.

E sono principalmente le donne le protagoniste di Glokers; donne che lavorano senza diritti e in condizioni pessime per la loro salute. "Le donne sono il 52% della popolazione europea e sono ancora di più le donne in tutto il mondo. Le donne sono nel mondo del lavoro, ma sono ancora senza i diritti fondamentali; lavorano nelle aziende tessili, nell’agricoltura, migrano e sono vittime di tratta. E questo perché c’è ancora un forte gap di genere. L’Unione Europea in questo ha una grande responsabilità e deve portare avanti una politica forte per dare maggior potere alle donne, altrimenti, lo sappiamo già, da questa crisi saranno proprio loro ad essere più colpite". Lo ha denunciato la capogruppo della Commissione per le donne del Parlamento Ue, Zita Gurmai.

"Una cosa che ho imparato sulla mia pelle, facendo questo lavoro, è che non si parla mai abbastanza di lavoro emarginato, di quel lavoro appunto dei paesi in via di sviluppo. E quando se ne parla lo si fa con toni spesso sbagliati e ipocriti, non solo nel linguaggio, ma anche nei comportamenti, sia a livello individuale che istituzionale". E’ quanto ha dichiarato l’autrice di Glokers, Silvana Cappuccio, spiegando quanto il suo lavoro, da 15 anni all’interno di progetti di cooperazione allo sviluppo sui temi della salute e della sicurezza nelle fabbriche del tessile, dell’abbigliamento e del calzaturiero, sia sì un’occasione meravigliosa, ma anche molto delicata. "Il settore tessile esiste in tutte le Regioni del mondo – spiega Cappuccio – nelle grandi e piccole imprese e in tutto quel mondo che pullula attorno al lavoro informale. E mi sono trovata di fronte storie di donne sfruttate e discriminate da tutti i punti di vista. Proprio sul tema della salute si consumano le più gravi violazioni di quella che chiamiamo democrazia. Io insisto – ha aggiunto Cappuccio – sul fatto che non è naturale nascere in Italia e avere automaticamente diritto a condizioni di vita migliori di chi nasce nell’Africa Subsahariana".

L’autrice di Glokers ha portato dunque, dentro al Parlamento europeo, l’evidenza di come questa situazione sia semplicemente un frutto di scelte politiche sbagliate. L’istruzione e l’educazione, innanzitutto, sono in mano ai Governi e sono fondamentali al miglioramento delle condizioni di vita delle donne. Più che mai, in un momento di profonda crisi come questo, il lavoro dignitoso diventa un tema pressante e ineludibile per dare delle risposte. "Mi auguro – ha concluso Cappuccio – di aver fornito con queste pagine un elemento di dubbio e di riflessione sulle certezze che spesso abbiamo quando parliamo di un mondo che non conosciamo".

"Purtroppo in questo Parlamento un po’ strano la parola lavoro si usa pochissimo – ha denunciato l’europarlamentare della Sinistra Europea Unita, Roberto Musacchio – Siamo qui dunque grazie a questo libro che ci consente di parlare dopo che abbiamo acquisito anche una serie di informazioni leggendolo. Da Glokers scopriamo storie che non appartengono soltanto ai paesi lontani che l’autrice ha visitato, ma anche all’Europa; storie che abbiamo vissuto qui nei dibattiti parlamentari, come quello sul nuovo libro sul Lavoro, che ci è costato tanta fatica per affermare semplicemente il lavoro a tempo determinato contrattualizzato".

di Antonella Giordano

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