Grazioli (Creval): PattiChiari, la conquista della mobilità

"PattiChiari ha costretto tutte le banche ad avere uno standard minimo di qualità. La mobilità è il driver migliore: un cliente può scegliere con la massima libertà la banca che dà il miglior servizio e risponde meglio ai suoi bisogni, non solo bisogni di investimento ma anche di finanziamento o per l’operatività normale per la famiglia. La mobilità è il vero valore finale. Cosa manca adesso? Manca la formazione degli italiani, perché agli italiani questi argomenti non interessano. Si veda sui social network: nei blog non si parla quasi mai di temi finanziari. Con internet comunque i ragazzi saranno più informati. Il problema vero è per tutti gli altri". È quanto dice a Help Consumatori Roberto Grazioli, Responsabile Direzione Mercato del Gruppo bancario Credito Valtellinese, che lancia una proposta: un format televisivo divertente per coinvolgere gli italiani nei temi finanziari. Spiega Grazioli: "Forse per avere una conoscenza maggiore dovrebbero esserci più trasmissioni che ne parlano. Se si riuscisse a fare per la formazione qualche format… X Factor lo guardano tutti. Pensi al Milionario, a Jerry Scotti che chiede come si fa un investimento: non sto banalizzando, lì ci sarebbero quattro o cinque milioni di persone che si chiederebbero qual è la risposta, ricordando di aver firmato qualche modulo. Può essere una strada. Ma se si fa un programma noioso, nessuno lo guarda".

Quali sono i risultati raggiunti dal Consorzio PattiChiari dalla sua nascita a oggi per il suo Gruppo?

I risultati sono ottimi. L’obiettivo, prefissatoci nel 2003 quando il progetto è partito, di migliorare la relazione cliente-banca, agendo sulla semplicità e trasparenza, è stato raggiunto. Da una parte i nostri collaboratori hanno migliorato l’attenzione verso i bisogni del cliente, dall’altra i clienti stessi hanno imparato a curare meglio i propri risparmi con scelte più consapevoli.

PattiChiari si è rinnovata aprendo alla collaborazione con le associazioni di Consumatori. Cosa pensa del ruolo che le associazioni di consumatori svolgono all’interno di PattiChiari?

Il loro ruolo era il tassello che mancava. L’industria bancaria ha capito, nel 2003, che doveva proporsi al mercato in un modo nuovo; ha così lavorato sia per migliorare le performance delle banche, prevedendo degli standard minimi di sistema (FARO, tempi di risposta credito ecc..) , sia per creare quegli automatismi di mobilità che permettono al cliente di scegliere la banca che meglio risponde alle sue esigenze. La fase successiva non poteva che passare attraverso il coinvolgimento diretto delle associazioni dei Consumatori che sono, e saranno sempre, in grado sia di migliorare il modello di servizio dell’industria bancaria sui diversi target sia soprattutto di aiutare le banche ad accrescere la cultura finanziaria degli italiani.

Che cosa rappresenta PattiChiari per il suo gruppo?

Il nostro A.D. Miro Fiordi siede dal primo giorno nel Consiglio Direttivo del Consorzio. E’ grazie a lui che il progetto ha avuto fin dall’inizio grande importanza per tutto il nostro gruppo. Una conferma viene dal fatto che tutte le nostre banche aderiscono a tutte le iniziative promosse da PattiChiari.

Non è facile per un consumatore rendersi conto cosa comporti per una banca l’adesione agli impegni di qualità di PattiChiari. Quali sono concretamente i cambiamenti che l’adesione al Consorzio implica all’interno della banca, per l’organizzazione, per l’adeguamento agli impegni sottoscritti, sotto il controllo delle associazioni consumatori?

Non è certo compito del consumatore pensare al costo "organizzativo" di un processo di modernizzazione come quello generato da PattiChiari. Quello che i nostri clienti stanno invece sempre più comprendendo è che ci sono banche che investono nella semplicità e trasparenza e altre che non lo fanno.

La cultura finanziaria degli italiani sta migliorando, ma è ancora insufficiente. Quale ruolo, secondo lei, può giocare PattiChiari?

L’insufficiente cultura finanziaria degli italiani è il nocciolo del problema. A fine maggio PattiChiari ha presentato i risultati della 2° indagine che, su una scala da 0 a 10, assegna un valore dell’indicatore della cultura finanziaria a 4,3.
Seppur in crescita rispetto al dato rilevato nel 2008, pari a 3,5, siamo ancora molto lontani dalla sufficienza e dal dato medio europeo. Per esempio la carenza di cultura finanziaria porta oltre un italiano su due a non pensare al proprio futuro dal punto di vista economico.
PattiChiari sta investendo molte risorse nella formazione dei giovani con numerose iniziative nelle scuole ed on line. Per le persone adulte il problema è diverso. La cultura finanziaria non è per loro interessante. Proprio per questo motivo riteniamo fondamentale il coinvolgimento dei media che potrebbero costruire, insieme a PattiChiari, un format televisivo di formazione / intrattenimento per rendere piacevole discutere di investimenti, di mutui e di pensioni, approfondendo le tematiche dei rischi, dei tassi fissi e variabili e delle prestazioni dello Stato Sociale.

Quali sono i vantaggi per i consumatori che possono derivare dalle attività di PattiChiari?

Le 30 iniziative poste in essere da PattiChiari danno la dimensione dei vantaggi che i consumatori hanno ricevuto. Tra queste vorrei citare quelle relative alla mobilità. Oggi un cliente può scegliere con la massima libertà quale banca risponda meglio ai suoi bisogni e se non soddisfatto cambiarla con la massima facilità e semplicità magari supportato dalle informazioni presenti sul sito PattiChiari.

 

di Sabrina Bergamini

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