HC IN ABRUZZO. Sisma, la vita nel campo di Centi Colella a L’Aquila

Sono circa 160 i campi di tende che sono stati allestiti dalla Protezione Civile, dalla Croce Rossa e da svariate associazioni di volontari, per gli abitanti de L’Aquila e dintorni che sono stati sfollati dalle loro abitazioni in seguito al sisma del 6 aprile scorso. Si va dal campo di Piazza d’Armi che ospita 4.500 persone al campo di Villa Santa Lucia, dove stanno vivendo circa 30 persone.

Help Consumatori ha raccolto un’altra testimonianza da una tendopoli, quella di Centi Colella che conta oltre 600 sfollati, con tende che ospitano 7-8 persone ciascuna. Il campo è gestito dalla Croce Rossa che tiene sotto controllo la situazione emergenza, visto che ancora ci sono scosse e ieri il campo si è allagato a causa della pioggia. Nella mensa lavorano i volontari di Legambiente e ci sono anche gli scout che hanno "inventato" delle attività per restituire alla gente un po’ di normalità.

"Noi siamo arrivati qui sabato, siamo 14 ragazzi e abbiamo attivato vari servizi – ha spiegato ad HC uno scout – noi smistiamo la merce che arriva al magazzino generale, si tratta di generi alimentari, articoli d’abbigliamento, tra cui tante scarpe per bambini che ha mandato Benetton, prodotti per l’igiene e roba intima. Poi abbiamo creato questo spazio bar che è aperto quasi tutto il giorno e che è diventato un posto di aggregazione per tutti, soprattutto per le persone anziane che passano e ormai sanno che qui trovano caffè, dolcetti e stuzzichini. Insomma quasi tutti ci riconoscono e si fermano per scambiare qualche chiacchiera con noi".

Questo campo dunque è, o almeno sembra, più organizzato di altri?

Assolutamente sì. Ci sono ancora tanti campi che non hanno ancora l’acqua calda oppure la cucina a norma. Qualche giorno fa i Nas hanno chiuso 9 cucine perché avevano roba scaduta, mandata dalle aziende. Noi abbiamo dovuto mettere le pedane a terra nel bar, separare le bevande dagli alimenti e metterci a norma per superare il controllo. In questa mensa viene anche gente da altri campi e noi facciamo ogni giorno 2400 pasti, tra pranzo e cena.

"Noi abbiamo organizzato attività di teatro, di scrittura creativa e di lettura – ha detto un responsabile della Croce Rossa – da qualche giorno io personalmente faccio, insieme ai ragazzi delle tende, la rassegna stampa del giorno e guardiamo i vari TG".

E come sono le reazioni dei ragazzi di fronte alle informazioni e ai servizi che vanno in onda sul terremoto?

I ragazzi si confrontano tra loro, scambiandosi le notizie visto che i primi giorni sono rimasti un po’ fuori dalla normalità e dunque non hanno guardato la televisione. Ora stanno utilizzando questo servizio perché dentro alla realtà del campo le notizie circolano poco. Le reazioni sono di stupore rispetto a quello che si dice, anche perché loro non hanno ancora una reale percezione di quello che è successo, non realizzano ancora bene. Sicuramente questo non è un momento in cui gli si può dire "non vi preoccupate, tra un po’ tornerete a casa" perché loro non vogliono tornare. Per quanto riguarda le altre notizie su quello che accade fuori di qui c’è un disinteresse generale. Io credo che sia perché in queste due settimane sono stati diseducati a seguire l’attualità quindi devono riaggiornarsi per colmare questa mancanza.

Cos’altro avete previsto per i bambini?

Abbiamo allestito uno spazio "ludoteca" che di mattina funge da scuola: dalle 9 alle 11 per i bambini delle elementari e dalle 11 alle 13 per quelli delle medie. Ci sono due maestre volontarie che stanno facendo formazione e i bambini sono una decina per entrambe le fasce d’età. Purtroppo è scoperta la fascia dei ragazzi delle scuole superiori, a parte quelli del quinto anno che stanno preparando gli esami di Stato in strutture fuori dal campo, come stabilito dalla direttiva ministeriale. Nella ludoteca facciamo disegnare, leggere e scrivere. Abbiamo cominciato la lettura del Piccolo Principe; poi c’è una parte che abbiamo chiamato "il caos" per far riferimento alla condizione di caos che questi bambini hanno vissuto; cerchiamo insieme di trasformarlo in un caos costruttivo. A breve dovrebbe partire un’attività con la veterinaria, per avvicinare i bambini agli animali.

di Antonella Giordano

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