I Consumatori al Governo: “Noi non ci stiamo”

L’Italia sembra essere ad un punto di non ritorno: la disoccupazione giovanile è schizzata ai massimi storici, il potere d’acquisto delle famiglie si riduce sempre di più e, dall’altro lato, le tariffe dei servizi pubblici continuano ad aumentare, le speculazioni sui prezzi delle materie prime agroalimentari ed energetiche si trasformano in un caro-vita che fa, inevitabilmente, contrarre i consumi. E tutto ciò non è soltanto il frutto di una crisi economica che hanno subito e stanno subendo tutti i Paesi; è soprattutto la conseguenza di scelte politiche sbagliate e di uno scarto tra quello che è il dibattito politico e quelli che sono le esigenze reali del Paese.

A tutto questo le Associazioni dei consumatori si oppongono con forza, fanno sentire la loro voce che è la voce dei cittadini, perché sono tanti i cittadini che si rivolgono a loro. Le Associazioni dei consumatori sono, in questo momento più che mai, un supporto immediato per la società civile: con i loro sportelli sparsi in tutta Italia sono a diretto contatto con i consumatori e sanno bene quali sono i loro problemi di tutti i giorni. Problemi che sembrano lontani anni luce da chi li sta rappresentando in Parlamento.

Sono stati numerosi i cittadini che hanno partecipato alla manifestazione di protesta organizzata oggi dalle Associazioni dei consumatori davanti al Senato. Un’iniziativa congiunta per dire al Governo: "Noi non ci stiamo!". Insieme Adiconsum, ADOC, Adusbef, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codacons , Confconsumatori, Federconsumatori, La Casa del consumatore, Lega consumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione nazionale consumatori hanno firmato un documento in cui chiedono interventi contro il caro scuola, la malasanità, la distruzione del servizio universale di trasporto, il caro acqua e il caro rifiuti, l’evasione fiscale, le speculazioni, la scarsa chiarezza dei servizi bancari.

"Abbiamo dato vita ad un’iniziativa per richiamare una maggiore tutela delle famiglie da parte del Governo – ha detto Paolo Landi, Segretario Generale di Adiconsum – Uno dei primi provvedimenti da fare è quello di rilanciare i consumi attraverso una riduzione delle tasse; un secondo provvedimento deve riguardare le tariffe: stanno partendo aumenti dell’ordine del 10-20% delle tariffe locali, noi chiediamo che le tariffe non superino il tasso di inflazione. E poi che si faccia una vera lotta all’evasione fiscale". Landi ha sottolineato gli effetti disastrosi che la Finanziaria sta avendo sulle famiglie. "Effetti disastrosi soprattutto sui servizi locali, le cui tariffe aumentano perché i Comuni non hanno più risorse. Ed a pagare sono sempre le famiglie".

Help Consumatori ha fatto un giro di domande ai Presidenti della Associazioni dei consumatori.

Le vostre proposte sono in controtendenza rispetto a quello che sta succedendo. A chi vi rivolgete?

"E’ proprio vero – ha risposto Rosario Trefiletti, Presidente di Federconsumatori – Le nostre proposte sono esattamente in controtendenza. Ma le famiglie italiane sono stufe di sentire che si parla di tutto fuorché dei problemi fondamentali. Noi oggi mettiamo in campo il malessere e l’insoddisfazione delle famiglie italiane. E bisogna intervenire sulla politica economica, sul potere d’acquisto delle famiglie, sulle tariffe, sui prezzi".

Questa situazione è più una conseguenza di scelte politiche o della crisi economica?

"La crisi nella vita dei consumatori è una crisi strutturale – ha detto Mario Finzi, Presidente di Assoutenti – Ci sono sempre delle categorie che restano indietro rispetto all’andamento dell’economia. Ma oggi c’è una cosa molto più grave: la fascia di cittadini che resta indietro è molto ampia. Per questo noi oggi ci rivolgiamo al complesso delle istituzioni, il nostro appello oggi è corale. Anche perché se guardiamo i 5 punti che oggi vengono presentati alla Camera, ci accorgiamo che nessuno impatta con i bisogni dei cittadini, quindi c’è un serio sganciamento. E’ evidente che tutto ciò è conseguenza di scelte politiche. La crisi economica si può affrontare in mille modi, mettendo mille priorità diverse e indirizzando le risorse da una parte invece che dall’altra".

"In questi due anni il Governo non ha fatto le scelte giuste per stimolare i consumi e conservare l’occupazione – ha detto Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino – Ci sono anche gravi responsabilità dell’imprenditoria italiana che adesso parla di evasione fiscale, ma che ha cercato e cerca di realizzare economia sui costi del lavoro, delocalizzando in altri Paesi le attività che c’erano in Italia. C’è anche una debolezza sul piano delle Associazioni dei consumatori che spesso non riescono a lavorare unite. Per questo iniziative come quella di oggi sono importanti perché sono un segno di convergenza e danno un segnale di uno scontento generale".

"Sembra quasi che solo le Associazioni oggi si occupino dei problemi concreti della gente, mentre i partiti pensano a strategie ed alleanze – ha aggiunto Sergio Veroli, vice presidente di Federconsumatori – Lo stile di vita degli italiani è cambiato e i consumi sono molto ridotti. Da 5 mesi il Ministero dello Sviluppo Economico non c’è e, in un momento in cui si sta rafforzando la vigilanza finanziaria europea, la Consob non ha ancora un presidente".

"Bisogna riattivare i consumi, perché se muoiono i consumi si ferma il ciclo economico – ha detto Elio Lannutti, Presidente dell’Adusbef – Ma questo, che sembra scontato, non interessa al Governo che vuole continuare a tutelare gli interessi degli evasori fiscali, dei banchieri e di tutti i grandi monopoli".

Lei che è un esponente del Parlamento come vede la situazione dell’Italia nel futuro prossimo? C’è una parte politica che accoglierà le vostre proposte?

"Noi abbiamo un Governo insensibile ai diritti dei lavoratori – ha risposto Lannutti – Stiamo approvando un correlato al lavoro che cancella i diritti e divide le organizzazioni sindacali. Il Governo è insensibile ai disoccupati, visto che gli unici ammortizzatori sociali oggi sono le famiglie e quindi i vecchi che devono pensare ai figli e ai nipoti. Il Governo è insensibile ai diritti dei consumatori, al sistema bancario vessatorio, visto che la Consob non ha ancora un Presidente, e noi ci troveremo sempre di più di fronte ad atti arbitrari".

di Antonella Giordano

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