I libri che vi consiglia…A. Amaricci, Redattore di Help Consumatori

Alexia Amaricci, Redattrice Help Consumatori

"Il cacciatore di aquiloni" di Khaled Hosseini edito da PIEMME (2004)

"Neppure io avevo mai pensato ad Hassan come ad un amico. Nonostante avessimo imparato insieme ad andare in bicicletta senza mani. Nonostante avessimo passato interi inverni a far volare gli aquiloni". "Nonostante tutto questo, la storia non poteva essere ignorata. E neppure la religione. Dopo tutto io ero un pashtun e lui un hazara. Io ero sunnita e lui sciita, e niente al mondo avrebbe potuto cambiare questi dati di fatto. Niente".
Un racconto avvincente, ambientato in Afghanistan, fra nomi di città che molti hanno sentito nominare solo al telegiornale. "Il cacciatore di aquiloni", scritto da Khaled Hosseini, pone il lettore al centro di una realtà che pare lontana anni luce dal nostro tempo, ma che inizia già nei primi anni 70′. Il titolo prende spunto dall’abilità nel catturare gli aquiloni del piccolo Hassan, "fratello di latte" del protagonista Amir. I due appaiono subito legati da un invisibile cordone ombelicale, benchè appartengano a mondi diversi per etnia e casta sociale. La trama si intreccia irrimediabilmente con la storia di un paese, che ha visto avvicendarsi in pochi anni una serie di rivoluzioni politiche e culturali: il passaggio dalla monarchia alla repubblica, l’invasione sovietica, l’arrivo dei talebani fino all’epoca attuale.
Struggenti i rapporti fra il protagonista Amir e gli altri personaggi: il padre Baba, un uomo dal grande carisma e dalla forte personalità, al quale riuscirà ad avvicinarsi solo in un’altro contesto (dopo il trasferimento negli Stati Uniti); Hassan, con cui condivide le indimenticabili esperienze dell’infanzia e della prima adolescenza ed al quale rimarrà legato per sempre, malgrado la fuga in America per dimenticare un passato di rimorsi; il piccolo Sohrab, con lo stesso viso da bambola cinese ed il medesimo talento nell’uso dela fionda del padre Hassan. Rimane sullo sfondo l’universo delle donne, con la figura materna che scompare lo stesso giorno della nascita di Amir, la moglie Soraya, principale personaggio femminile in un racconto articolato soprattutto al maschile, e le afghane del regime talebano, completamente nascoste dal burqa. Senza dimenticare i bambini, spensierati ed allegri fra i giochi all’aria aperta, e poi, con l’arrivo delle guerre, travolti dalla violenza di adulti senza scrupoli.
Sorprende la scorrevolezza del racconto, nel quale il lettore si perde travolto dai profumi di kebab, spezie e pane appena tolto dal tandoor (il tradizionale forno di argilla). Unica avvertenza: si tratta di un libro a rischio abbronzatura "bicolore" (pancia bianca e dorso arrossato): sdraiati sull’asciugamano, non vedrete l’ora di rigirarvi in posizione prona per reimmergervi nella lettura…

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