ICT. Digital Generation: oltre il 90% usa il pc, il 25% chatta e il 9% ha un blog. Rapporto AIE

Hanno un’età variabile tra i 14 e i 24 anni, sono internauti (91%), oltre la metà (53%) possiede almeno un Ipod o un lettore mp3, uno su quattro partecipa settimanalmente a chat e forum e hanno ormai sostituito la classica telefonata con la conversazione via internet. E’ questa la fotografia della Digital Generation che emerge dalla ricerca condotta da Renato Manneheimer per l’edizione 2006 dell’Osservatorio AIE (Associazione Italiana Editori) sull’editoria digitale.

La ricerca presentata questa mattina a Milano, è stata condotta a livello nazionale su un campione rappresentativo di mille ragazzi e ha indagato gli usi tecnologici di giovani e giovanissimi, "un target che sta preparando "l’onda lunga" che cambierà nei prossimi anni le modalità con cui le aziende di contenuti (editori di libri e carta stampata in generale, musica, cinema, tv, radio, giochi, etc.) produrranno e distribuiranno i loro prodotti. In altre parole, il presente e il futuro", ha commentato Fernando Folini, presidente di AIE a margine della presentazione della ricerca.

Che i giovani siano generalmente i più abili a giostrarsi con la tecnologia è un fatto appurato e confermato anche dalla ricerca sulla Digital Generation. Quello che occorre capire invece è se questa facilità nell’utilizzo delle nuove tecnologie stia già cambiando il modo di vivere dei giovani, le loro capacità di comunicazione, relazione e approccio ai contenuti. E soprattutto, quanto tempo viene dedicato per accedere ai media e quali sono le conseguenze dell’innovazione tecnologica sulle dinamiche del consumo culturale? "Intanto una conferma", spiega Renato Mannheimer, "solo il 5% dei giovani non usa il pc e solo il 4% usa solo il pc e non internet, mentre il 91% dei giovani è internauta".

Dalla ricerca emerge inoltre che i giovani dedicano lo stesso tempo – circa tre ore alla settimana – per leggere i quotidiani su supporto cartaceo o su internet. Se la tv continua a essere vista principalmente attraverso il canale tradizionale, il tempo dedicato all’ascolto della radio su internet e della musica sull’ipod (quattro ore circa alla settimana) sta raggiungendo infine quello impiegato per l’ascolto su hi fi tradizionale ( in media sette ore).

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