IMMIGRATI: Ue, ok a pene più aspre per chi assume clandestini

BRUXELLES – Giro di vite della Commissione europea contro chi assume immigrati clandestini a casa o in azienda. L’esecutivo Ue ha dato questa mattina il proprio via libera alla proposta di direttiva del commissario europeo per Giustizia Liberta’ e Sicurezza, Franco Frattini, di sottoporre a sanzioni amministrative ma nei casi più gravi anche penali, i privati o le imprese che assumono immigrati clandestini.

"Da oggi – ha commentato Frattini – l’Unione dice basta allo sfruttamento della manodopera illegale. Non è più tollerabile, è una sorta di schiavitù, c’è gente sul territorio europeo che vive una situazione di disperazione”.Con l’approvazione di questo nuovo pacchetto l’esecutivo comunitario stabilisce un "sistema di controlli e di sanzioni nei confronti degli sfruttatori. "La nostra idea – ha aggiunto il Vicepresidente della Commissione europea- é che dobbiamo punire chi sfrutta lavoratori migranti illegali, a prescindere dal loro status giuridico". Il commissario ha quindi insistito sul fatto che in questa nuova strategia "bisogna distinguere tra sanzioni penali e sanzioni amministrative". Le prime "valgono per chi sfrutta più lavoratori migranti mentre per i casi singoli prevediamo sanzioni economiche", ha precisato.

Prendendo come esempio l’Italia, Frattini ha detto: "se gli immigrati clandestini sanno che ad esempio in Italia è facilissimo entrare e lavorare illegalmente continueranno ad entrare. Se al contrario diamo loro il segnale che i controlli saranno inaspriti e che gli imprenditori perderanno, ad esempio, i contributi comunitari diamo un forte segnale di deterrenza".

Sul disegno di disegno legge Amato-Ferrero, Frattini ha detto: "non conosco ancora il testo del progetto. Il ministro Amato me lo invierà. Ma restano forti preoccupazioni sull’autosponsorizzazione. Spesso chi offre denaro per l’autosponsorizzazione all’immigrato non è poi davvero disposto a seguire un percorso legale. Molto spesso si tratta di trafficanti che tengono sotto scacco gli immigrati. Ma cosa farà’ l’immigrato una volta entrato in Italia? – si è chiesto Frattini – potrà circolare liberamente nell’UE e questo avrà impatto sugli altri paesi europei”.

Il pacchetto di norme – che sarà sottoposto al Consiglio dei ministri competenti in giugno – prevede da un lato lo scambio di informazioni fra i paesi di origine e l’Ue per gestire i flussi e, laddove c’e’ bisogno di manodopera, ”incoraggiarli”, come ha precisato Frattini; dall’altro prevede l’imposizione di un minimo di sanzioni anche penali per chi impiega immigranti illegali sfruttandoli. Fra le pene previste, l’esclusione dagli appalti pubblici o dalla concessione di sussidi per periodi fino a cinque anni.

Il livello delle sanzioni sarà lo stesso in tutti i Paesi Ue. "Il problema – ha detto Frattini – è quello di tutelare e salvaguardare il principio della sussidiarietà. Per questo, ho preferito proporre una banda di oscillazione: ogni Paese membro indicherà il livello opportuno anche se ci sarà uno zoccolo duro comune di punizione penale per gli sfruttatori", ha assicurato l’ex titolare della Farnesina, mostrando ottimismo circa la concreta efficacia del sistema.

Inasprire i controlli, ha spiegato ancora il commissario, significa anzitutto "portarli dall’attuale 2% al 10%" ma anche dare a Bruxelles "la possibilità di monitorare" la situazione nei Ventisette e "lanciare eventualmente procedure d’infrazione contro i Paesi che non avranno applicato le regole sui controlli".

 

 

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