IMMIGRATI. Consulta Islam, tre settimane per presentare le proposte su Legge cittadinanza

Avrà tre settimane di tempo il gruppo di lavoro della Consulta per l’Islam italiano per presentare le proprie proposte al Ministero dell’Interno sulla riforma della legge sulla cittadinanza. Oggi il Ministero ha infatti oggi incontrato i membri della Consulta nata lo scorso settembre (decreto del 10 settembre 2005) sotto il dicastero Pisanu.

In particolare, la Consulta svolge compiti di ricerca e di approfondimento, elaborando studi e formulando al Ministro dell’interno pareri e proposte, al fine di favorire il dialogo istituzionale con le comunità musulmane d’Italia, migliorare la conoscenza delle problematiche di integrazione allo scopo di individuare le più adeguate soluzioni per un armonico inserimento delle comunità stesse nella società nazionale, nel rispetto della Costituzione e delle leggi della Repubblica.

Nel programma elettorale l’Unione aveva infatti previsto la riforma della cittadinanza e diritti politici: "Proponiamo – si legge nel programma – di prevedere, dopo alcuni anni di residenza regolare, il diritto di elettorato amministrativo, attivo e passivo. Avrebbe grande valore anche l’estensione della cittadinanza europea, con i suoi attributi ( in particolare, il diritto di voto a livello locale e di Parlamento europeo) agli stranieri dotati di un regolare titolo di soggiorno di lunga durata".

L’attuale normativa (Legge 5 febbraio 1992, n. 91 e relativi regolamenti di esecuzione, introdotti con d.p.r. del 12 ottobre 1993, n. 572 e d.p.r. 18 aprile 1994, n. 362) prevede che la cittadinanza si acquisti automaticamente per filiazione, per nascita sul territorio italiano, per riconoscimento di paternità o maternità o a seguito di dichiarazione giudiziale di filiazione durante la minore età del soggetto e per adozione durante la minore età. Il diritto si ottiene invece su domanda nei seguenti casi: se si è discendenti da cittadino italiano per nascita e in presenza di determinate condizioni, se nati sul territorio italiano, con matrimonio con cittadino italiano e per naturalizzazione.

 

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