IMMIGRATI. Fondazione Leone Moressa: dichiarano 40 mld di euro ma soffrono la crisi economica

Rappresentano quasi un decimo degli occupati, dichiarano al fisco 40 miliardi di euro, pagano quasi 6 miliardi di Irpef, lavorano ma stanno pagando duramente la crisi economica. In Italia si contano oltre 2 milioni di lavoratori immigrati (il 9,1% del totale degli occupati) che, pur rappresentando una risorsa per il territorio nazionale e un valore economico, hanno subito gli effetti negativi della crisi, con un aumento del tasso di disoccupazione straniero, passato dall’8,5% del 2008 all’11,6% del 2010, e livelli di povertà più elevati (il 37,9% delle famiglie straniere vive al di sotto della soglia di povertà) rispetto alle famiglie italiane. Non solo: le loro retribuzioni, come denunciato già a giugno, sono inferiori a quelle dei lavoratori italiani, in media di 300 euro. È il quadro che emerge dal Rapporto Annuale sull’Economia dell’Immigrazione 2011 realizzato dalla Fondazione Leone Moressa e patrocinato dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e dal Ministero degli Affari Esteri.

La crisi ha fatto aumentare il tasso di disoccupazione fra gli immigrati e, nel biennio 2008-2010, un nuovo disoccupato su quattro ha origini straniere. Ma i lavoratori migranti sono pagati meno degli italiani: un dipendente straniero guadagna al mese (dato quarto trimestre 2010) una cifra netta di 987 euro, quasi 300 euro in meno rispetto al collega italiano. Ha più possibilità di portare a casa una retribuzione più elevata l’immigrato che lavora nel settore dei trasporti (1.348 euro al mese) a scapito di chi lavora nel settore dei servizi alle persone (724 euro al mese), dove sono occupate maggiormente le donne.

I contribuenti nati all’estero (dati 2009) sono 3,2 milioni e dichiarano 40 miliardi di euro. In termini relativi, si tratta del 7,9% di tutti i contribuenti e del 5,1% del reddito complessivo dichiarato in Italia. Gli stranieri dichiarano mediamente 12.507 euro (7mila in meno rispetto agli italiani) e si tratta in gran parte di redditi da lavoro dipendente. Nel 2009 i nati all’estero hanno pagato di Irpef quasi 6 miliardi di euro (pari al 4,1% dell’intero Irpef pagato a livello nazionale).

Le condizioni di vita sono più dure rispetto agli italiani. Il 37,9% delle famiglie straniere vive al di sotto della soglia di povertà (dati 2008), contro il 12,1% delle famiglie italiane, e le entrate non consentono risparmi. Dichiarano maggiori difficoltà economiche: quasi un quarto (24,8%) delle famiglie straniere dice di arrivare a fine mese con molta difficoltà e il 58,8% non è in grado di sostenere una spesa imprevista di 750 euro, contro il 30,2% delle famiglie italiane. Niente vacanze per la maggior parte dei lavoratori immigrati: il 52,6% non può permettersi una settimana di ferie, contro il 38,6% degli italiani.

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