IMMIGRATI. In Piemonte programma di interventi “Conoscere l’italiano per studiare”

Il progetto "Conoscere l’italiano per studiare" è frutto di un accordo siglato dalla Regione Piemonte con il Ministero della Solidarietà Sociale ed è realizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale per il Piemonte del Ministero della Pubblica Istruzione. La Regione ha individuato come beneficiari dell’iniziativa, gli studenti extracomunitari degli Istituti secondari di II grado (scuole superiori) dell’ultimo anno delle scuole secondarie di I grado (scuola media) e del primo anno di Università. L’obiettivo è quello di contribuire all’acquisizione di strumenti linguistici da parte degli studenti coinvolti per migliorare le loro capacità di apprendimento e di successo scolastico. Finalità e caratteristiche dell’iniziativa sono state illustrate nel dettaglio questa mattina, presso l’Istituto Avogadro, a Torino, nel corso di un convegno organizzato dall’Assessorato al Welfare della Regione Piemonte in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale per il Piemonte del Ministero della Pubblica Istruzione.

Il progetto, realizzato attraverso l’individuazione di 8 "scuole-polo", una per provincia, alle quali si collegheranno in rete altre scuole interessate, si articolerà in corsi differenziati per durata e livelli (da un minimo di 50 ore ad un massimo di 150). L’iscrizione ai diversi livelli avverrà sulla base di un accertamento iniziale (test di ingresso) e periodico dei livelli di competenza dell’italiano di ciascun allievo straniero, effettuato sulla base di strumenti diagnostici e di osservazioni articolate.

La scelta delle modalità, della tempistica e degli orari è lasciata all’autonomia di ogni singola scuola sulla base di Linee guida comuni rispetto alle quali verrà valutata l’efficacia dell’iniziativa; i gruppi potranno avere carattere flessibile, al fine di consentire il migliore utilizzo del monte ore disponibile e sarà possibile il passaggio da un livello ad un altro. Al termine dei corsi, per tutti gli alunni che lo richiederanno, vi sarà la possibilità di sostenere un esame per ottenere una certificazione avente valore ufficiale di attestazione di conoscenza delle lingua italiana. Per la formazione degli insegnanti e dei tutor, indispensabile per la buona riuscita del progetto, è stato predisposto un apposito piano di formazione, strutturato in 2 seminari in sede centrale (Torino) e 5 laboratori in sedi decentrate, destinato ai docenti e ai tutor. Il piano sarà coordinato dall’USR Piemonte con l’intervento dell’Università di Torino, Facoltà di lingue e letterature straniere. Sarà inoltre possibile basare gli interventi sui risultati di una ricerca in corso, curata dalla Fondazione Agnelli, sulle seconde generazioni. I fondi disponibili per la realizzazione del progetto ammontano a € 248.700, di cui € 210.300 stanziati dal Ministero e € 38.400 come cofinanziamento della Regione.

Alla Regione spetterà anche il compito di provvedere – con il supporto di un Tavolo tecnico interistituzionale – al monitoraggio del progetto e alla predisposizione della relazione finale da inviare al Ministero della Solidarietà Sociale. "Si tratta di un’ iniziativa di eccellenza con la quale la Regione, in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione e con il contributo del Ministero della Solidarietà Sociale, mette a disposizione degli studenti extracomunitari un’importante opportunità", ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare e Lavoro, Teresa Angela Migliasso. "La lingua – ha proseguito Migliasso – è infatti il primo e fondamentale strumento per un esercizio pieno e consapevole dei propri diritti e dei propri doveri, ma è anche la condizione necessaria per l’apprendimento scolastico e professionale". "Progetti di questo tipo – ha aggiunto l’Assessore all’Istruzione e Formazione Professionale, Giovanna Pentenero – rivestono grande importanza perché creano percorsi integrativi innovativi in grado di facilitare l’inserimento degli allievi extracomunitari, che incontrano difficoltà legate non solo al disagio sociale ma anche a quello lessicale".

Stefano Molina, della Fondazione Giovanni Agnelli, ha evidenziato che: "Le seconde generazioni – ossia i nati in Italia da genitori immigrati – sono e saranno sempre più importanti, a Torino e in Italia. Perché crescono a un ritmo superiore a quello della popolazione immigrata complessiva e perché sono destinate a diventare una delle componenti più dinamiche – al tempo stesso promettenti e problematiche – della società italiana". Il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, Anna Maria Dominici, ha fornito alcuni dati statistici che descrivono l’entità e le caratteristiche delle presenze straniere nelle scuole del Piemonte all’inizio dell’anno scolastico 2006-2007: "Il totale degli allievi di cittadinanza non italiana è di 42.573, pari a una percentuale media del 7,56% sul totale, con 119 cittadinanze rappresentate. Il nuovo progetto ‘Conoscere l’Italiano per studiare’, risponde a una delle esigenze più sentite dal mondo della scuola: integrare i ragazzi stranieri che si iscrivono negli Istituti secondari superiori attraverso un efficace percorso di apprendimento e di conquista di competenze per una migliore riuscita negli studi e nel lavoro, nella consapevolezza che la scommessa dell’integrazione nel nostro Paese si gioca nella scuola, così come afferma il Ministro Fioroni".

Giuseppe Silveri, Direttore Generale dell’Immigrazione al Ministero della Solidarietà Sociale, ha sottolineato infine l’importanza di favorire sempre più il processo di apprendimento delle lingua italiana e di integrazione degli studenti extracomunitari a livello decentrato, con il coinvolgimento attivo di Regioni, Province e Comuni.

 

 

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