IMMIGRAZIONE. 4 milioni i regolari in Italia. Il Trentino la regione dove sono più integrati

Gli stranieri in Italia superano la soglia dei 4 milioni ma sono intergrati? Al nord si! In particolare, va al Trentino Alto Adige la "medaglia d’oro" per la buona disposizione all’integrazione degli immigrati presenti sul territorio. E’ quanto emerge dalla fotografia scattata dal V Rapporto sull’integrazione promosso dal Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel) in collaborazione con il Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes, presentato questa mattina a Roma nel corso del meeting "La giornata dell’integrazione" organizzata dall’Organismo Nazionale di Coordinamento per le Politiche di Integrazione Sociale degli Stranieri.

Il Rapporto, attraverso degli indicatori quali la polarizzazione e la distribuzione territoriale, la durata della permanenza, la scolarizzazione, l’inserimento lavorativo e altri ancora, elabora un "indice sintetico di integrazione" che ripartisce il territorio nazionale in cinque fasce di integrazione: massima (6 regioni e 25 province), alta (4 e 23), media (3 e 20), bassa (3 e 17) e minima (4 regioni e 18 province). Al primo posto con un’integrazione massima si posiziona il Trentino Alto Adige, seguito dal Veneto, dalla Lombardia, dall’Emilia Romagna, Marche e Friuli Venezia Giulia. Sembra dunque affermarsi un "modello adriatico" di integrazione che dal Friuli arriva fino all’Abruzzo.Maglia nera invece a Basilicata, Puglia, Campania e Sicilia, che il Cnel definisce a "basso potenziale di integrazione". Tra le province: al primo posto c’è Trento, all’ultimo Siracusa.

L’indice di integrazione non coincide però con l’indice di presenza degli immigrati sul territorio nazionale: Lombardia e Lazio sono ai vertici, con quasi un quarto e un sesto del totale delle presenze. Capitali dell’immigrazione italiana sono Roma e Milano. Un incidenza del 10% si registra invece in Veneto e in Emilia Romagna.

Nel 2007 la presenza straniera in Italia risultava costituita per la metà da europei: in particolare, gli immigrati provenienti dall’Europa dell’Est sono aumentati di 14 punti percentuali tra il 2000 e il 2006, mentre l’Africa ne ha persi 5 e l’Asia e l’America 2 ciascuna: tutte le aree, comunque, sono notevolmente cresciute di numero. La comunità straniera più numerosa è quella romena con 556 mila presenze, seguita da quella marocchina con 387 mila e da quella albanese con 381 mila. A seguire, l’Ucraina (195 mila), e la Cina (186 mila).

Infine, per quanto riguarda la ripartizione territoriale, in Italia ”è abbastanza omogenea” mentre in altri Stati europei sono ”rilevanti” le concentrazioni di immigrati in alcune aree: in Francia, ad esempio, il 40% degli stranieri vive nella zona di Parigi e nel Regno Unito più di un terzo degli immigrati risiede nell’area metropolitana di Londra. Nel nostro Paese, invece, solo un quinto degli immigrati si trova nelle due maggiori aree urbane, quelle di Roma e di Milano. L’Italia ha superato per la prima volta nel 2006 con il 6,2%, secondo la stima del dossier Caritas/Migrantes, la media europea quanto all’incidenza della popolazione immigrata sul totale

A cura di Laura Muzzi

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