IMMIGRAZIONE. A Roma oltre 2.600 bambini nati hanno entrambi i genitori stranieri

Su circa 26.000 bambini nati a Roma nel 2004, oltre 2.600 hanno entrambi i genitori stranieri. Il totale delle nascite di origine straniera arriva a 3.800 se si considerano anche i neonati registrati all’Anagrafe di Roma da almeno un genitore non italiano. E’ quanto emerge dalla ricerca "Nati stranieri a Roma: possibilità di stima e previsione", condotta dal Centro Interdipartimentale di Studi e Ricerche su Roma dell’Università degli Studi "La Sapienza" con la collaborazione dell’Ufficio Statistica del Comune di Roma

Secondo la ricerca l’incidenza dei neonati di origine straniera sul totale dei neonati, attualmente attestata a quota 13%, è comunque destinata a salire nei prossimi quindici anni e a raggiungere, a seconda delle dinamiche demografiche e sociali, valori compresi tra il 24 e il 32%: nel 2020, dunque, a Roma un neonato su tre potrebbe essere di origine non italiana.

L’indagine conferma la generale ripresa della natalità a Roma: con le 26.000 culle del 2004 il bilancio demografico della capitale ha riconquistato il livello segnato nel 1983 e da allora mai più raggiunto. Il numero medio dei figli per ogni donna residente a Roma è di 1,25, pari a 1,20 per le italiane e con un’oscillazione compresa fra 1,7 e 2,2 per le straniere.

Per quanto riguarda le previsioni, nei prossimi anni è previsto un notevole incremento delle nascite da madri straniere, frutto dell’aumento dei flussi migratori a Roma e della crescente integrazione delle famiglie e in particolare delle donne: in termini assoluti, secondo le proiezioni statistiche, nel 2020 le culle non italiane potrebbero essere fra le 4.200 e le 6.400. Nell’arco dei prossimi quindici anni, Roma si avvia a scontare da un lato l’onda lunga della contrazione delle nascite verificata tra gli anni ’70 e la prima metà degli ’90, e dall’altro le conseguenze della bassa propensione alla maternità delle italiane: a fronte di tale contesto, il previsto aumento della natalità di origine straniera, di per sé fisiologico nelle comunità ad alto tasso di immigrazione, assume un peso rilevante.

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