IMMIGRAZIONE. Anci-Censis, nel 2006 accolte il 20% di persone in più rispetto al 2005

Il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (Sprar) nel 2006 ha accolto 5.347 persone, il 20% in più rispetto al 2005: 2.294 richiedenti asilo, 750 rifugiati e 2.303 titolari di protezione umanitaria. Sono questi i principali dati contenuti nel Rapporto Sprar 2006, che è stato presentato questa mattina a Roma presso il Teatro Capranica e che nasce dalla collaborazione avviata fra Anci e Censis.

Il Rapporto contiene dati significativi sulla presenza in Italia di coloro che sono scappati da persecuzioni, guerre, violazioni dei diritti umani. Secondo la rilevazione, che ha monitorato 7.030 persone, i beneficiari dello Sprar sono in prevalenza di sesso maschile (71%), con una predominanza di individui in età compresa fra i 26 e i 30 anni (24%) e con una forte percentuale di minori (18%). Provengono da 75 Paesi: il 67,1% proviene dall’Africa e i primi cinque Paesi di provenienza sono l’Eritrea, l’Etiopia, la Colombia, il Togo e la Somalia.

Il 2006 ha visto il coinvolgimento nello Sprar di oltre 150 Enti locali, di cui 95 titolari dei 102 progetti territoriali di accoglienza, 19 dei quali rivolti alle categorie più vulnerabili (minori non accompagnati, vittime di tortura e/o di violenza, disabili, soggetti che richiedono assistenza sanitaria specialistica a domicilio, anziani).

"Il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati – spiega la nota dell’Anci a cui il ministdro dell’Interno ha affidato il Servizio Centrale con funzioni di coordinamento – rappresenta oggi il più importante strumento nazionale di attuazione delle politiche Italiane sull’asilo. Sono stati infatti introdotti sostanziali elementi di innovazione dotando l’Italia di un sistema pubblico di accoglienza e integrazione basato sulla volontaria partecipazione degli Enti locali. Inoltre lo Sprar si fonda sul concetto di accoglienza "integrata" che prevede servizi alla persona, superando la sola prestazione di vitto e alloggio, e rispondendo pienamente agli standard di accoglienza introdotti dalla legislazione Europea".

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