IMMIGRAZIONE. Campi nomadi a Roma, Capuano (Croce Rossa): “Bambini senza vaccinazioni”

Si chiuderà fra la fine di settembre e l’inizio di ottobre il censimento dei campi nomadi nella Capitale. Il provvedimento è partito nei giorni scorsi da un insediamento abusivo di via Candoni nel quartiere Magliana. Le attività sono coordinate e gestite dalla Croce Rossa Italiana: "La Croce Rossa – ha dichiarato qualche giorno fa il suo presidente nazionale Massimo Barra – ha un compito meramente assistenziale e umanitario: non abbiamo la presunzione di risolvere il problema dei nomadi in Italia, ma pensiamo di poter dare un contributo prezioso". A distanza di qualche giorno HC ha intervistato il presidente del Comitato Provinciale della Croce Rossa di Roma Fernando Capuano. Come sta andando il censimento?"Sta procedendo in maniera tranquilla e serena – spiega Capuano – Su Roma abbiamo 2500 volontari della Croce Rossa che svolgono attività socio-assistenziale di Pronto Soccorso, quindi in questi accampamenti già portavamo latte e farmaci. Abbiamo già censito 200 persone, 80 sono bambini, e segnaliamo che nessuno di questi bambini ha effettuato le vaccinazioni obbligatorie".

Una situazione, quest’ultima, ritenuta preoccupante. "Abbiamo proposto al Comune, tramite il presidente della Commissione Salute Ferdinando Aiuti, di andare a promuovere una sinergia fra le Asl per realizzare queste vaccinazioni – continua Capuano – Sono bambini nati nel nostro Paese che non hanno eseguito queste vaccinazioni obbligatorie".

Ogni fine settimana, continua il presidente del Comitato Provinciale di Roma, viene inviato un report alla Prefettura. Ma che fine fanno i dati raccolti nel censimento? "I dati – precisa il presidente del Comitato Provinciale di Roma – restano alla Croce Rossa e a fine censimento in maniera anonima verranno dati all’Istituto Tagliacarne che farà uno studio sociale ed economico".

Le richieste dei Rom? "Le richieste sono quelle di strutture logistiche più idonee e di realizzare qualche attività produttiva". Il censimento è stato al centro di polemiche. "È un punto di avvio di una politica verso popolazioni vulnerabili – commenta Capuano – La Croce Rossa ha partecipato perché la Croce Rossa vuole creare un ponte per far conoscere realtà invisibili. Noi abbiamo centinaia e migliaia di Rom, o non Rom, che vivono in condizioni precarie. Vogliamo far emergere il degrado per trovare una soluzione mediata e congiunturale fra gli enti preposti".

Comments are closed.