IMMIGRAZIONE. CdM approva disegno di legge

Il Consiglio dei ministri ha dato questa mattina il via libera al disegno di legge delega sull’immigrazione che riforma la legge Bossi-Fini. Il nuovo testo redatto a quattro mani dai ministri dell’Interno Giuliano Amato e della Solidairetà sociale Paolo Ferrero prevede una semplificazione delle procedure per ottenere il permesso di soggiorno, possibilità di entrare per cercare lavoro iscrivendosi ad apposite liste o attraverso una Banca dati di raccolta delle richieste e delle offerte, nuove regole per i Cpt che non scompaiono ma cambiano radicalmente e nuove regole per i minori. Torna lo sponsor: a fare da garante per l’ingresso in Italia di un extracomunitario potrà, infatti, essere sia un privato cittadino sia uno sponsor istituzionale: enti locali, sindacati, associazioni imprenditoriali. Una delle novità più importanti introdotte dal ddl è la possibilità, per lo straniero in possesso di "risorse finanziarie adeguate", di "autosponsorizzarsi". La nuova normativa entrerà in vigore non prima del 2008.

In particolare, per facilitare l’incontro fra lavoratore e datore di lavoro, è prevista la predisposizione di liste di lavoratori stranieri nei Paesi di origine, con la collaborazione delle Autorità dei medesimi Paesi e di enti a carattere internazionale o associazioni umanitarie, consentendo l’ingresso per ricerca di lavoro con prestazione di garanzia da parte di Regioni, enti locali, associazioni imprenditoriali, professionali e sindacali, istituti di patronato e, con maggiori limitazioni, da parte di privati. L’ingresso per ricerca di lavoro è consentito anche allo straniero in possesso di adeguate risorse finanziarie. Il provvedimento è improntato alla massima semplificazione delle procedure in materia di rilascio dei visti di ingresso, prevedendo misure agevolative per gli stranieri altamente qualificati, e dei permessi di soggiorno, con l’eliminazione del contratto di soggiorno e l’allungamento dei termini di validità dei permessi di soggiorno, compreso quello rilasciato al lavoratore straniero per attesa di occupazione in caso di cessazione del rapporto di lavoro. Le misure introdotte tendono a rendere la posizione degli immigrati meno precaria e meno esposta al passaggio alla clandestinità.

Per favorire la regolarità della permanenza sul territorio è previsto il rilascio da parte del prefetto di un permesso di soggiorno umanitario a favore di chi ha dimostrato spirito di appartenenza alla comunità civile e non costituisce pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica.

In materia di espulsioni, il relativo contenzioso, competenza oggi del giudice di pace, è trasferito al giudice ordinario, trattandosi di materia relativa ai diritti fondamentali della persona. Inoltre, per agevolare i rimpatri volontari è costituito presso il Ministero dell’interno il Fondo nazionale rimpatri, le cui risorse, alimentate dai datori di lavoro e dai soggetti sponsor, saranno destinate a finanziare programmi di rimpatrio volontario e assistito degli irregolari e degli stranieri anche regolarmente soggiornanti che non hanno i mezzi finanziari per il rientro nel Paese di origine.

Si prevede il superamento dell’attuale sistema dei centri di permanenza temporanea e di assistenza, valorizzandone la funzione di accoglienza, di soccorso e di tutela dell’unità familiare.

Attenzione particolare è riservata ai minori: sia a quelli già titolari di un permesso per motivi familiari (che al compimento della maggiore età, attualmente, perdono la titolarità di tale permesso e devono necessariamente ottenerne un altro con requisiti e presupposti diversi), sia ai cosiddetti minori non accompagnati, prevedendo – fra l’altro – che nel caso di dubbi sull’effettiva età, qualora tali dubbi permangano anche dopo i necessari accertamenti sanitari, sia applicata la disciplina relativa ai minori stranieri che gli consente la permanenza sul territorio nazionale.

Le norme sull’integrazione degli stranieri sono improntate all’inclusione, all’integrazione e allo scambio e non alla concezione di una mera coabitazione fra comunità separate in modo da garantire l’effettiva inclusione nel Servizio sanitario nazionale e l’erogazione delle prestazioni sociali agli stranieri regolarmente soggiornanti da almeno due anni. Specifici principi di delega sono stabiliti per rafforzare la tutela delle vittime di tratta.

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