IMMIGRAZIONE. Censimento rom, ong chiedono all’Ue di far chiarezza

La posizione della Commissione europea sulle recenti politiche italiane relative ai rom necessita di essere chiarita. E’ quanto afferma la EU Roma Policy Coalition (Erpc), una coalizione informale di organizzazioni non governative che si occupano in ambito europeo di diritti umani, antidiscriminazione, antirazzismo, inclusione sociale e diritti dei rom e dei travellers in merito ai recenti commenti resi dal portavoce del commissario Barrot.

Secondo l’Erpc, la Commissione europea pare aver assunto la più limitata delle posizioni, accettando una versione ‘soft’ delle misure inizialmente attuate dal governo italiano, misure che sono state duramente criticate in quanto discriminatorie e contrarie ai diritti umani da parte del Consiglio d’Europa, della società civile e della stessa Commissione europea.

Mentre la Commissione europea si prepara a ospitare un summit che dovrebbe affrontare il tema dell’esclusione dei rom in Europa, e’ indispensabile che non vi siano malintesi sulla sua posizione riguardante i diritti fondamentali dei rom che vivono in Europa. Pertanto, l’Erpc chiede alla Commissione europea di: rendere interamente pubblico il rapporto del ministro Maroni e le note esplicative su cui ha basato il proprio giudizio; chiarire se la risposta a tale rapporto implica un ‘via libera’ alle azioni e alle misure in fase di attuazione, tra cui gli sgomberi forzati e le affermazioni degradanti o razziste di autorità pubbliche; infine, affrontare le questioni relative ai rom dal punto di vista delle politiche d’inclusione sociale e non da quello delle preoccupazioni per la sicurezza.

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