IMMIGRAZIONE. Cgil: ricorso al TAR per estendere bonus famiglia a stranieri regolari

Alla vigilia di Pasqua, la Cgil di Milano ha depositato, presso il Tar della Lombardia, un ricorso per ottenere l’estensione del cosiddetto "bonus famiglia" (tre rate da 500 euro per le famiglie in difficoltà, con almeno tre figli minorenni, di cui uno sotto i sei anni), anche agli stranieri regolarmente residenti nella Regione e ingiustamente penalizzati dal mancato accesso a questa misura anticrisi.

"Il ricorso – ha spiegato l’avvocato Vittorio Angiolini, curatore legale del ricorso – è contro la discriminazione per nazionalità. Non chiediamo che gli stranieri siano esonerati dai requisiti per accedere al bonus, ma non ha alcun senso richiedere, solo alle famiglie straniere extracomunitarie, di possedere già un reddito sufficiente al mantenimento del nucleo familiare stesso, né richiedere a un cittadino straniero di risiedere nella Regione Lombardia da almeno cinque anni, quando lo stesso requisito non viene reclamato per i cittadini italiani né per gli stranieri comunitari".

Va inoltre chiarito, secondo l’avvocato Angiolini, che non hanno alcun fondamento le dichiarazioni della Regione Lombardia che puntano a dividere e mettere l’una contro l’altra famiglie italiane e straniere.

"Il fatto che un lavoratore straniero debba avere il permesso di soggiorno da più di cinque anni per poter usufruire del bonus famiglia mi sembra comunque un atto discriminatorio", ha aggiunto Nino Baseotto, segretario generale della Cgil Lombardia – .Temo che in Italia ci sia il rischio di una frattura della coesione sociale. L’appello dunque è quello di fare tutto il possibile per evitare che questo accada, affinché il Paese continui ad onorare la sua tradizionale propensione alle politiche di inclusione e di solidarietà sociale".

L’avvocato Angiolini sottolinea infine un’altra evidente contraddizione della delibera regionale che regola l’attribuzione della misura anticrisi. "Chi ha già regolarmente chiesto il bonus famiglia – ha concluso il legale – ha comunque acquisito un diritto che non può essere negato. Per avere l’aiuto economico, viene richiesto agli extracomunitari di essere in possesso della carta di soggiorno, rilasciata solo se il richiedente è in grado di mantenere la famiglia. Il ricorso della Cgil, se accolto, estenderà quindi questo diritto a chi ne è stato ingiustamente escluso".

 

di Flora Cappelluti

 

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