IMMIGRAZIONE. “Così vicine, così lontane”: nella Provincia di Roma una mostra su tate e badanti

Il nome è ormai entrato nel lessico quotidiano: "badante". Ma una badante è prima di tutto una persona, con una storia alle spalle, spesso una famiglia lasciata nel paese d’origine, e una forma di nuova famiglia che è quella nella quale lavora. E ci sono le colf. E ci sono le tate che crescono i bambini. Sono spesso immigrate e sono diventate parte delle famiglie italiane, anche perché suppliscono alla carenza di welfare. Sono più di un milione le donne straniere che lavorano in Italia come tate, colf o badanti. E nella Provincia di Roma ogni mille residenti ci sono più di 20 lavoratori e lavoratrici domestiche. È anche a partire da questa realtà che si è voluto dedicare loro una mostra bibliografica: da oggi al 7 ottobre, presso la Biblioteca comunale di Mazzano Romano, in piazza Giovanni XXIII, è infatti allestita la mostra "Così vicine, così lontane. Tate, colf e badanti".

La mostra è costituita da oltre 130 documenti, diari, fiabe, romanzi, biografie, fotografie, manuali, cataloghi di mostre, dizionari, materiali plurilingui, riviste, inchieste e reportage sul tema delle collaboratrici domestiche di oggi e di ieri ma contiene anche un ricco repertorio di film e documentari. "La mostra girerà in tutte le otto ‘Biblioteche del mondo’ della Provincia di Roma ma è disponibile per enti, associazioni e istituzioni culturali – ha detto l’assessore alle Politiche culturali della Provincia di Roma, Cecilia D’Elia – Questa mostra è dedicata alle badanti e al valore del loro lavoro che tante famiglie italiane sperimentano ogni giorno".

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