IMMIGRAZIONE. Ddl sicurezza, mamme e bambini clandestini senza tutele

"Inorridiamo di fronte a quanto contenuto nel ddl sulla sicurezza perchè viene meno il diritto alla identità delle persone, al di là del loro stato giuridico e sociale", è questa la posizione di Cittadinanzattiva in riferimento all’art. 45, comma 1, del ddl sulla sicurezza in base al quale l’ufficiale dello stato civile non potrà ricevere la dichiarazione di nascita né di riconoscimento del figlio naturale da parte di genitori stranieri privi di permesso di soggiorno. "La norma di fatto impedisce la registrazione alla nascita di cittadini stranieri figli di immigrati senza permesso di soggiorno e spingerà le mamme a partorire nella clandestinità, per poter tenere con sè il proprio bimbo. Una barbarie che si aggiunge a quanto contenuto nell’emendamento che obbliga i medici a denunciare gli irregolari che si presentano nelle strutture sanitarie.

Anche l’ASGI (Associazione Studi Giuridici Immigrazione) ha espresso il proprio dissenso verso questa norma inviando un appello alle Commissioni Parlamentari competenti: "La norma del Ddl è in palese violazione della Costituzione e della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Le conseguenze di tale modifica normativa sarebbero gravissime: i bambini
non registrati alla nascita resterebbero senza identità, completamente invisibili; vi è inoltre il forte rischio che i bambini nati in ospedale non vengano consegnati ai genitori privi di permesso di soggiorno e siano dichiarati in stato d’abbandono".

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