IMMIGRAZIONE. Dl sicurezza, Giovanardi: regolarizzare colf e badanti

Dopo l’approvazione del pacchetto sicurezza, non tardano a scaturire le preoccupazioni sulle ripercussioni dei provvedimenti che introducono il reato di clandestinità e la multa da cinque a diecimila euro per gli irregolari. Di fronte all’emergenza che si creerebbe fra tutti coloro che hanno un lavoro pur essendo privi di permesso di soggiorno, come colf e assistenti domiciliari, come nelle famiglie italiane che si avvalgono del loro lavoro, è arrivata la proposta del sottosegretario alla famiglia Carlo Giovanardi, che ha chiesto una regolarizzazione per chi è già in Italia con un rapporto di lavoro in corso, pur essendo privo di permesso di soggiorno, come appunto colf e "badanti". Sono infatti migliaia le persone che assistono anziani, bambini, accudiscono le case, e molte sono in situazione irregolare anche se di fatto sul loro lavoro si regge lo stesso welfare italiano. La richiesta del sottosegretario è stata dunque quella di chiedere la regolarizzazione con un provvedimento d’urgenza simile alla regolarizzazione del 2002.

Numerose le reazioni politiche. Fra chi apprezza l’intervento c’è l’Aduc, che con la senatrice Radicali-Pd Donatella Poretti commenta: "Meglio tardi che mai, e quindi diamo il benvenuto al sottosegretario Carlo Giovanardi che sposa la nostra proposta di un provvedimento urgente per regolarizzare le centinaia di migliaia di immigrati presenti in maniera illegale in Italia, ma che già lavorano nel nostro Paese". Continua Poretti: "A fronte della politica criminogena proposta dal Governo, infatti, l’Italia vive nell’ipocrisia di un welfare e di uno Stato sociale che si fonda su badanti, colf e baby sitter illegali e clandestine solo perché il nostro Paese non rilascia i nullaosta per persone di cui conosce tutto: nome e residenza del datore di lavoro, nome e luogo di lavoro dell’immigrato! Delle oltre 740 mila richieste del 2007 solo 170 sono andate a buon fine, le altre aspettano ancora l’emanazione di nuovi decreti flussi".

Favorevoli alla proposta di regolarizzazione anche le Acli, che in un recente rapporto hanno sollevato il tema delle migliaia di lavoratori domestici (600 mila, irregolari esclusi) presenti nel nostro paese. Per il presidente nazionale Acli Andrea Olivero la proposta di Giovanardi è "un’uscita coraggiosa e assolutamente condivisibile». "Finalmente si inizia a guardare in faccia alla realtà e si smette di fare demagogia – continua Olivero – Il sottosegretario ha colto l’urgenza di una situazione che in seguito all’introduzione del reato di immigrazione clandestina sta alimentando la paura nella famiglie italiane e tra le lavoratrici straniere che assistono i nostri anziani. Logica vuole che si vada a sanare la situazione di quanti già nel 2007 hanno fatto domanda di assunzione con il decreto flussi, e che nella maggior parte dei casi hanno già in casa il lavoratore straniero. Ma si apra anche un canale di regolarizzazione a quanti non sono riusciti a rientrare nel decreto flussi pur avvalendosi della collaborazione in casa di una lavoratrice straniera".

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