IMMIGRAZIONE. Emergenza sbarchi, Viminale fronteggia con due pool investigativi

Due pool investigativi specializzati nel contrasto della lotta all’immigrazione clandestina con caratteristiche simili a quelli impegnati sul versante antimafia e antiterrorismo. E’ la decisione emersa al termine del vertice svoltosi oggi al Viminale su iniziativa del ministro degli Interni Giuliano Amato per fronteggiare l’emergenza clandestini.

"Andare oltre i singoli scafisti". Bisogna agire "come per l’antiterrorismo e l’antimafia, perché quello dell’immigrazione clandestina è un fenomeno che ha la stessa rilevanza criminale e l’identica intensità di inciviltà", ha osservato Amato. "Occorre individuare – ha aggiunto – le lacune da colmare, per poter arrivare al di là del singolo scafista, per colpire l’organizzazione criminale per la quale lavora e alla tratta di esseri umani che molte volte è all’origine della stessa immigrazione clandestina".

A sostenere il lavoro investigativo, ha promesso il ministro, saranno poi delle modifiche normative in grado di "creare una chiara connessione legislativa fra il reato di immigrazione clandestina e il reato della tratta di esseri umani". "Oggi, ad esempio – ha citato Amato – il procuratore nazionale antimafia è competente soltanto sul secondo ma non sul primo. Poi serve collaborazione giudiziaria con i Paesi dove si origina il reato. Oggi, se questa collaborazione è possibile con l’Egitto è certamente a dir poco difficile con la Libia". Il problema dei rapporti con il regime di Gheddafi è stato infatti un altro tema affrontato dal vertice al Viminale. "Con la Libia – ha chiarito Amato – stiamo lavorando bene insieme ma bisogna allargare i temi di collaborazione", estendendoli dal versante investigativo a quello giudiziario. "Su questo campo – ha ammesso il ministro – la collaborazione è prossima allo zero".

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