IMMIGRAZIONE. Fondazione Leone Moressa: il 5,1% dei quindicenni è straniero

Nel 2010 risultavano iscritti alla scuola italiana 673.800 stranieri, il 7,5% del totale degli iscritti, segnando una crescita complessiva del 7,0% nell’ultimo anno e dell’81,1% rispetto al 2005. Il 5,1% dei quindicenni intervistati è straniero, e tra essi la maggior parte è di prima generazione mentre più della metà è arrivata in Italia da meno di sei anni. Aspirano a titoli di studio più modesti rispetto ai compagni italiani dato che appena uno su tre vorrebbe laurearsi. Frequentano di più istituti tecnici e professionali. Questi alcuni dei risultati di una ricerca sulla presenza degli stranieri nelle scuole italiane realizzata dalla Fondazione Leone Moressa (www.fondazioneleonemoressa.org), che ha tracciato l’identikit dello studente straniero quindicenne prendendo l’avvio dall’indagine OCSE PISA realizzata nel 2009.

"La sempre maggiore presenza degli alunni stranieri nelle scuole italiane" affermano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa "alimenta il dibattito sulle politiche formative rivolte ai giovani migranti: dalle norme al diritto allo studio, alla garanzia di un’offerta educativa di qualità. La scelta degli alunni stranieri di frequentare di più scuole tecniche o professionali, le più modeste aspirazioni in termini di titolo di studio conseguito e il basso profilo occupazionale dei genitori sembra evidenziare una notevole divario rispetto ai compagni italiani. Inoltre, l’entrata degli alunni stranieri nel contesto scolastico italiano in età avanzata pone delle problematicità in fase di inserimento e di accoglienza, soprattutto a causa della scarsa o nulla conoscenza della lingua italiana. Sebbene la presenza straniera nelle scuole possa essere di per sé una fonte di fragilità se mal governata, costituisce invece una risorsa da valorizzare, dal momento che i primi processi di integrazione avvengono anche tra i banchi di scuola, dove italiani e stranieri si trovano a confrontarsi e a conoscersi".

La ricerca evidenzia anche che nel 67,4% delle case degli studenti stranieri intervistati si parla principalmente una lingua diversa dall’italiano. I genitori degli alunni stranieri svolgono prevalentemente professioni dalla media o bassa specializzazione (sia che si tratti del padre che della madre) e vivono maggiormente una situazione di disoccupazione rispetto alle famiglie italiane. Gli studenti stranieri dispongono di ambienti meno adatti allo studio rispetto ai compagni italiani, in particolare riguardo alle dotazioni informatiche: l’88,6% degli stranieri possiede un computer con cui fare i compiti e il 73,8% possiede un collegamento alla rete internet, a fronte, rispettivamente, del 95,7% e del 88,7% degli alunni italiani. Inoltre, nelle abitazioni degli alunni stranieri non ci sono molti libri negli scaffali: più della metà degli studenti stranieri ha accesso a meno di 25 libri e addirittura nel 27% dei casi a meno di 10. Al contrario, gli alunni italiani hanno a disposizioni librerie più fornite.

Tra tutti gli ordini scolastici, infine, quello delle primarie fa registrare la maggiore incidenza degli stranieri sul totale degli iscritti: 8,7%. Segue la scuola secondaria di primo grado con l’8,5%, la scuola dell’infanzia con l’8,1% e la secondaria di secondo grado con il 5,3%. Fatta eccezione per la scuola dell’infanzia, la quasi totalità degli alunni stranieri è iscritta a una scuola pubblica. Ma è la scuola superiore ad aver visto aumentare maggiormente la presenza di alunni stranieri: se nell’ultimo anno la variazione è stata del +9,7%, negli ultimi 5 anni si tratta del +123,5%. Più contenuta la crescita nelle elementari (+4,4% nell’ultimo anno e +65,4% nel quinquennio).

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