IMMIGRAZIONE. Il Forum per l’Intercultura diventa maggiorenne

Il Forum per l’intercultura diventa maggiorenne! Questa mattina in occasione dell’apertura "Giornate dell’Intercultura", organizzate dalla Provincia di Roma e dalla Caritas diocesana di Roma, è stato presentato il libro che raccoglie 18 anni di esperienze di mediazione culturale sul territorio romano "Forum per l’intercultura 18 anni di esperienza", curato da Caritas di Roma. "Bisogna definire ancor di più la figura professionale dei mediatori". Così l’assessore provinciale alle Politiche sociali, Claudio Cecchini aprendo la conferenza stampa alla quale erano presenti anche il direttore della Caritas diocesana di Roma,mons. Guerino Di Tora e il direttore del Forum, Franco Pittau.

"E’ un piccolo libro di storia – ha spiegato Pittau – che raccoglie circa duecento/trecento protagonisti del Forum, più di 4000 professori e 80 mila studenti. Parte dall’indomani della legge Martelli nel 1991 quando l’intercultura non era un concetto ben diffuso e neppure compreso e ripercorre la storia del Forum". Per Pittau è necessario "fare pace con l’immigrazione" perché è inaudito che un Paese che ha già 4 milioni di immigrati e che per ragione demografiche ed occupazionali dovrà aumentare questa quota alimenti certe teorie, certi atteggiamenti non solo di distacco ma anche di ostilità e qualche volta di razzismo".

La cittadinanza, il voto e la definizione della figura professionale dei mediatori. Questi i tre aspetti operativi e concreti su cui bisogna fare dei passi in avanti secondo Cecchini. "Oggi nascono 64 mila bambini figli di stranieri sul nostro territorio – ha spiegato l’assessore provinciale – che parlano prima l’italiano che non la loro lingua di origine, che conoscono prima Totti e i nostri personaggi famosi e vanno a scuola, sono inseriti e forse sarebbe bene porsi il tema della cittadinanza". Inoltre per Cecchini un ulteriore elemento su cui lavorare è quello di "dare agli immigrati che ormai regolarmente risiedono nel nostro territorio, lavorano qui e pagano le tasse, la possibilità di sentirsi protagonisti nella vita amministrativa e politica con l’elettorato attivo e passivo".

"Abbiamo anticipato i tempi 18 anni fa – ha detto Steve Okey Emejuru, mediatore culturale – sapendo che l’immigrazione non sarebbe stata di passaggio e che gli immigrati venivano per restare. Il tempo ci ha dato ragione. Quello che ci dispiace è che oggi invece di una apertura la politica sta ulteriormente restringendo le possibilità di incontro tra immigrati e italiani. Noi lavoriamo per creare un ponte tra chi arriva da fuori e i nostri ospitanti, gli italiani. Per noi è urgente facilitare il rinnovo del permesso di soggiorno per gli immigrati e la possibilità di ricongiungimento familiare".

Di Laura Muzzi

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