IMMIGRAZIONE. Immigrati romani? Consumatori attenti e giudiziosi

Attento, frequentatore di supermercati e discount e con il cellulare sempre a portata di mano. E’ questo il profilo del "consumatore immigrato" che vive a Roma secondo i risultati dell’indagine "Le condizioni di vita e di lavoro degli immigrati nell’area romana" che la Commissione d’Indagine sull’Esclusione Sociale ha affidato al Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes (Ediz. Idos). La ricerca è stata condotta tramite questionario telefonico su un campione di oltre 900 persone.

"Consumo, dunque esisto. Ormai si dice così!", ha osservato il responsabile del Dossier Caritas Migrantes, Franco Pittau. "L’immigrato – ha spiegato Pittau – è un consumatore giudizioso perché sa che i mezzi sono limitati e inoltre, rispetto a noi, deve pensare molto spesso anche ai familiari rimasti in patria". Quasi due intervistati su tre, infatti, aiutano economicamente, tramite le rimesse, i familiari rimasti in patria, in primo luogo i genitori (il 62%).

Cellulari, televisore e computer. Questi i beni in cima alla lista di quelli posseduti dagli intervistati. Il 98,6%, infatti, ha un cellulare, mentre solo il 19,9% è titolare di un abbonamento fisso. La larga maggioranza poi dispone di un televisore (70%), spesso associato alla parabola o al decoder (24,3%), che permettono di seguire i programmi trasmessi dai Paesi di provenienza. Piuttosto diffuso anche il computer (40,4%), meno l’automobile (31,8%), mentre è consistente l’utilizzo dei mezzi pubblici: oltre la metà degli intervistati è titolare dell’appositi abbonamenti (54,4%). "La conoscenza dell’Italia, l’amore per il nostro Paese – ha sottolineato Pittau – passa anche attraverso la televisione che è si un mezzo di intrattenimento ma soprattutto un mezzo di acculturazione".

Al centro dei desideri degli immigrati che vivono nell’area romana c’è l’acquisto di una casa, ambizione che caratterizza oltre la metà degli intervistati (53,1%). Segue l’automobile: quasi un quinto spera di riuscire presto ad acquistarne una (18,1%). Al di là dei desideri gli immigrati restano dei consumatori attenti. Solo il 2,6% fa gli acquisti in piccoli negozi e il 9,4% nei mercati, mentre la larga maggioranza si rivolge abitualmente alla rete dei supermercati (47,7%) o dei discount (40,2%). Residuale invece la quota di chi ricorre ai servizi della rete Carirìtas e Sant’Egidio (0,1%).

Anche rispetto alla gestione del tempo libero e, in particolare, alla frequentazione di cinema ristoranti, "gli immigrati appaiono caratterizzati da attitudini sempre più simili a quelle del resto della popolazione: ne frequentatori abitudinari né tagliati fuori da questi circuiti di svago, che, in particolare nel caso del cinema, attraggono soprattutto i più giovani". Poco più della metà afferma infatti di frequentare i ristoranti (51,7%), anche se molto raramente (15,8%), spendendo mediamente per pasto non più di 25 euro (80,4%). Il 42,9% frequenta invece i cinema anche se in poco più della metà dei casi almeno una volta al mese (22%).

Infine, più di 7 su 10 leggono i giornali italiani (e in buona metà dei casi li acquistano anche), e più di 2 su 10 leggono i giornali redatti nella lingua del Paese di origine. Solo 1 su 24 invece non li legge affatto, mentre a non acquistarli, vista la disponibilità dei free press, è più di 1 su 6.

"Si tratta – ha concluso Pittau – di un’immigrazione che vuole vivere con noi. Noi dobbiamo essere contenti! Una volta tanto traiamo delle conclusioni positive e concrete. E’ un immigrato che ci vuol bene, apprezza l’Italia, vuole creare con noi il benessere del Paese e allora se abbiamo paura perseguiamo i delinquenti ma lasciano tranquille tutti gli altri".

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