IMMIGRAZIONE. In Lombardia vivono 860mila stranieri

Un immigrato su quattro presente in Italia vive in Lombardia. È questo uno dei dati emerso a Milano durante il convegno organizzato dalla Regione Lombardia e da Fondazione Ismu «Gli immigrati in Lombardia» dove sono stati presentati i dati del VI rapporto dell’Osservatorio regionale per l’integrazione e la multimedialità. Al primo luglio 2006 gli immigrati in Lombardia sono 860 mila, il 46% dei quali costituito da donne, con un incremento di 65mila presenze rispetto al 2005.

Il 2006 segna un aumento dell’8,3% che rappresenta la crescita più bassa registrata dal 2001. Se cinque anni fa gli stranieri erano meno del 5% degli abitanti, oggi la percentuale è quasi raddoppiata e, ha raggiunto il 9%. La maggior parte degli immigrati si concentra nella provincia di Milano che conta 389mila immigrati di cui poco più di 198mila nel capoluogo lombardo, con un aumento del 7,9% rispetto allo scorso anno. La presenza degli stranieri a Milano è pari al 15% degli abitanti e si rafforza nelle province. In 5 anni il loro numero è raddoppiato e a Lodi addirittura triplicato raggiungendo quota 19mila. A registrare la percentuale maggiore di stranieri è Brescia con 139,2 mila immigrati (+6,6%rispetto al 2005) e Bergamo con 92,4 mila stranieri (+6,5%). Seguono tra le province Mantova e Pavia. Crescono gli stranieri residenti in Lombardia, 663 mila, con un incremento di 41,4mila unità dovuto alle nuove nascite e al ricongiungimento familiare.

STRANIERI REGOLARI. Cresce il numero gli stranieri irregolari in Lombardia che supera la cifra di 150 mila persone. Un vero e proprio esercito che si concentra per quasi il 58% nella sola provincia di Milano con 86,7 mila irregolari, circa 20 mila in più rispetto al 2005. Al primo luglio 2006 sono 151,8mila gli irregolari, il 18% della popolazione straniera presente in Italia, 35,9 mila in più rispetto al 2005 quando erano quasi 116 mila (15% della popolazione straniera). Senza regolare permesso di soggiorno sono prevalentemente gli est-europei, circa il 20%, seguiti da nordafricani (16%) e asiatici (15%). La leadership spetta ai romeni, con circa 3 mila irregolari in pù rispetto agli albanesi. Se la presenza di irregolari si concentra nel provincia milanese, la sola città conta 42,3 mila persone non in regola. Presenza di immigrati irregolari che registra un incremento anche per le province di Lodi (+10%), Como e Pavia (+6%).

ALUNNI STRANIERI. In Lombardia il numero degli alunni stranieri, sulla popolazione scolastica complessiva, è dell’8,1%, il doppio rispetto alla media nazionale che segna il 4,8%. Rispetto all’anno scolastico 2004/2005 gli alunni stranieri in Lombardia sono cresciuti di oltre 16 mila unità con un incremento del 18%. La Lombardia è la quarta regione per quanto riguarda l’incidenza straniera sulla popolazione scolastica complessiva e, anche la regione con il numero assoluto più alto di alunni stranieri: 104.371, il 24,6% dell’intera popolazione straniera delle scuole a livello nazionale. Un aumento che riguarda tutti gli ordini di scuola, ma soprattutto quella superiore: l’incremento, in questo caso, è del 46%. Solo la città di Milano raccoglie il 40% degli alunni stranieri presenti in regione. Il capoluogo lombardo guida anche la classifica delle città italiane con il più alto numero assoluto di studenti stranieri, distanziando Roma e Torino rispettivamente di quasi 7.500 e quasi 20.000 unità. A sedere di più tra i banchi di scuola sono i marocchini con quasi 15 presenze, seguiti da albanesi e romeni. In testa alle preferenze, invece, gli istituti tecnico-professionali. A preferire i licei sono soprattutto le ragazze.

INTEGRAZIONE. Sono gli albanesi gli immigrati più integrati in Lombardia, mentre in fondo alla classifica ci sono i cinesi. Tra i due sessi è la donna a vivere una situazione più favorevole, ottenendo con più facilità il ricongimento familiare e utilizzando con maggiore padronanza la lingua italiana. «Gli immigrati in Lombardia». Alla base della ricerca, elaborata dalla Fondazione Ismu, 11 variabili: quattro già considerate nel 2005 (regolarità, stabilità residenziale, garanzia di un lavoro e di un’abitazione adeguata) e altre sette aggiunte nel 2006 per perfezionare l’attendibilità della valutazione (vanno dalla conoscenza della lingua italiana, all’abitudine al suo utilizzo, dal livello d’informazione sugli avvenimenti italiani alle relazioni con la popolazione autoctona e con le altre comunità presenti sul territorio). Le donne straniere hanno sempre punteggi superiori agli uomini. Tra le intervistate ben il 32%, contro il 10% degli uomini, dichiara di esser stata protagonista di un ricongiungimento, avendo raggiunto i familiari e avendo goduto di situazioni iniziali più favorevoli. Anche le condizioni abitative sono più vantaggiose per la componente femminile, con una quota del 60% di donne già in condizioni stabili di affitto familiare o di alloggio in proprietà, contro il 43% degli uomini. Tra gli uomini, invece, si registra una situazione più favorevole riguardo al lavoro. Il 16% delle donne ha dichiarato di frequentare nel tempo libero amici solo o prevalentemente italiani contro il 6% degli uomini. Il 65% delle donne, inoltre, utilizza sempre la lingua italiana sul lavoro contro il 58% degli maschi.

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